Loro 2

ITALIA - 2018
3,5/5
Loro 2
Loro, seconda parte, prosegue il racconto di finzione, in costume, che narra di fatti verosimili o
inventati, in Italia, tra il 2006 e il 2010. Attraverso una composita costellazione di personaggi, viene tratteggiato, per squarci o intuizioni, un momento storico definitivamente chiuso che, in una visione molto sintetica delle cose, potrebbe definirsi amorale, decadente, ma straordinariamente vitale. Si racconta di alcuni italiani, nuovi e antichi al contempo, Anime di un purgatorio immaginario e moderno che stabiliscono, sulla base di spinte eterogenee quali ambizione, ammirazione, innamoramento, interesse, tornaconto personale, di provare a ruotare intorno a una sorta di paradiso in carne e ossa: un uomo di nome Silvio Berlusconi.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: NICOLA GIULIANO, FRANCESCA CIMA, CARLOTTA CALORI, VIOLA PRESTIERI PER INDIGO FILM PER L'ITALIA. COPRODOTTO DA JÉRÔME SEYDOUX, ARDAVAN SAFAEE, MURIEL SAUZAY PER PATHÉ E FRANCE 2 CINÉMA PER LA FRANCIA
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY PER FOCUS FEATURES
  • Data uscita 10 Maggio 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
“Ma te che cosa ti aspettavi? Di poter essere l'uomo più ricco del Paese, fare il premier, e che anche tutti ti amassero alla follia?”.

“Sì: io mi aspettavo proprio questo”.

L’unico dialogo presente (con doppia voice over) nel teaser-trailer di Loro 1 lo ritroviamo verso la fine di Loro 2, ultima parte del dittico che Paolo Sorrentino ha dedicato alla figura di Silvio Berlusconi e ad alcuni personaggi (reali, “di fantasia”) che hanno popolato (e che popolano) il suo universo.

A domandare è Fedele (Confalonieri), a rispondere è Silvio. E in quella risposta è racchiuso tutto il senso del berlusconismo e, allo stesso tempo, quello dell’operazione Loro nel suo complesso.

In questa seconda parte (in sala dal 10 maggio) Sorrentino alza definitivamente il sipario su quello che veramente desiderava raccontare: “i sentimenti e le paure, in primis quella della morte”, e lo fa partendo dal duetto tra Berlusconi e il suo storico socio Ennio (Doris, fondatore di Mediolanum), interpretato dallo stesso Toni Servillo, generando il primo corto circuito di un film che, lo capiremo a giochi fatti, è strutturato, anche a livello estetico, come un insieme di continui corto circuiti.

“Noi siamo venditori. E il venditore è l’uomo più solo del mondo, perché parla sempre e non ascolta mai”, ricorda Ennio all’amico Silvio, spronandolo a riconquistare il governo perso per quei miseri 25.000 voti con un suggerimento “geniale”: portare 6 senatori dalla sua parte e costringere così l’esecutivo al fallimento per ripresentarsi poi alle elezioni, e vincerle.

Andrà così. Ma succederà anche altro. Dalle intercettazioni telefoniche (quando faceva pressioni affinché in alcune fiction venissero scritturate “attrici” sue amiche) al 18° compleanno di Noemi Letizia, dall’incontro con Sergio Morra (il Tarantini di Scamarcio) alle “cene eleganti”, dal viaggio in solitaria di Veronica in Cambogia alla richiesta di divorzio che la stessa farà, una volta tornata a casa. Fino al disastroso terremoto de L’Aquila e all’incontro con Mike – che da tanto aspettava una sua chiamata – liquidato fondamentalmente perché ormai “dietro di te hai solo ricordi, mentre io ho ancora dei progetti”.

Il Berlusconi privato e il Berlusconi pubblico si sovrappongono, la solitudine dell’uomo – un 70enne che per esorcizzare l’incombenza della fine si contorna di splendide ventenni – incomincia a minare le certezze del politico, la sfera intima deflagra, l’Italia crolla a pezzi.


 

E Sorrentino cerca di intercettare tutto questo alternando a guizzi esplosivi (quella specie di videoclip in cui tutte le aitanti signorine smettono di allenarsi, poi cantano e ballano Meno male che Silvio c’è, o l’irresistibile finto trailer di Congo Diana, terrificante fiction “prossimamente in tv”) momenti di vera e propria decadenza, su tutti la ragazza che si sente fuori luogo alla festa, trovando la situazione patetica: “Lei ha lo stesso alito di mio nonno. Che non è profumato, né maleodorante. È l’alito di un vecchio”.

[caption id="attachment_115654" align="aligncenter" width="300"]            Alice Pagani in Loro 2[/caption]

Loro – che probabilmente avrebbe funzionato meglio come corpo unico piuttosto che diviso in due parti – è dunque il tentativo di inquadrare, attraverso l’inconfondibile sguardo del regista premio Oscar de La grande bellezza, il momento in cui l’uomo-simbolo degli ultimi 25 anni di questo paese ha incominciato a percepire la caducità del tutto.

È la tristezza il sentimento predominante, la cifra emotiva, laddove nella prima parte a governare l’andamento del film era la farsa, qui ci ritroviamo a raccogliere i cocci di un involucro che oltre al proprio simulacro ha lasciato dietro di sé solamente l’annuncio di incredibili sogni (e si ritorna a inizio film, con Silvio che chiama una donna a caso dall’elenco telefonico e spacciandosi per Augusto Pallotta, finge di essere tornato a vendere appartamenti), qualche farfallina dorata e un paese sotto le macerie. Che intrattiene i sodali (e approfittatori adoranti) cantando le solite canzoni napoletane e, subito dopo, si strugge al pensiero di non essere più amato come una volta e attaccato su più fronti.


[caption id="attachment_115653" align="aligncenter" width="200"] Elena Sofia Ricci è Veronica Lario[/caption]

 

“Ma perché sei rimasta tutto questo tempo se non ho mai avuto nessuna qualità?”, chiede Silvio più volte a Veronica quando lei lo aggredisce annunciandogli il divorzio.

“Perché mi avevi fatto innamorare”.

Succede nelle coppie. Succede anche nelle democrazie.

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DEL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO-DIREZIONE GENERALE CINEMA CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO - AVVISO PUBBLICO ATTRAZIONE PRODUZIONI CINEMATOGRAFICHE (POR-FESR LAZIO 2014-2020) PROGETTO COFINANZIATO DALL'UNIONE EUROPEA CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO CON IL SOSTEGNO DELLA FONDAZIONE SARDEGNA FILM COMMISSION FONDO SARDEGNA OSPITALITÀ FONDO FILMING OLBIA.

- CANDIDATO AI NASTRI D'ARGENTO 2018 PER: MIGLIOR FILM, REGIA, PRODUTTORE, SCENEGGIATURA, MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (TONI SERVILLO), MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA (ELENA SOFIA RICCI), MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (RICCARDO SCAMARCIO), MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA (KASIA SMUTNIAK), FOTOGRAFIA, COSTUMI, MONTAGGIO, COLONNA SONORA.

- DAVID DONATELLO 2019 PER: MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA (ELENA SOFIA RICCI), MIGLIOR ACCONCIATORE (ALDO SIGNORETTI). ERA CANDIDATO PER: MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA (TONI SERVILLO), MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA (KASIA SMUTNIAK), MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA (FABRIZIO BENTIVOGLIO), MIGLIORE MUSICISTA, MIGLIORE CANZONE ORIGINALE ("'NA GELOSIA" - MUSICA DI LELE MARCHITELLI - TESTO DI PEPPE SERVILLO - INTERPRETATA DA TONI SERVILLO), MIGLIORE SCENOGRAFIA, MIGLIORE COSTUMISTA, MIGLIORE TRUCCATORE (MAURIZIO SILVI), MIGLIOR SUONO, MIGLIORI EFFETTI VISIVI VFX.
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