Le avventure di Pinocchio

ITALIA, GERMANIA OCCIDENTALE - 1972
Le avventure di Pinocchio
Il falegname Geppetto si costruisce un burattino di legno, a cui dà il nome di Pinocchio. La Fata Turchina, ascoltando i suoi desideri, lo trasforma in un bambino in carne ed ossa, facendosi promettere che sarà un bambino "perbene", ubbidiente e studioso, bastone della vecchiaia di suo padre. Siccome il bambino, che ha conservato il carattere vivace e ribelle del burattino, ne combina di tutti i colori, la Fata lo punisce facendolo tornare di legno. Riuscirà a farlo diventare un vero bambino?
  • Altri titoli:
    The Adventures of Pinocchio
    Les aventures de Pinocchio
    Pinocchio
    Las aventuras de Pinocho
  • Durata: 134'
  • Colore: C
  • Genere: FAMILY, FILM TV
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, TECHNICOLOR
  • Tratto da: romanzo omonimo di Carlo Collodi
  • Produzione: SAN PAOLO FILM, CINEPAT, RAI TV (ROMA), BAVARIA FILM, ORTF (MONACO)
  • Distribuzione: ITALIAN INTERNATIONAL FILM COMPANY - SAN PAOLO AUDIOVISIVI

NOTE

- REALIZZATO IN CINQUE PUNTATE PER LA TELEVISIONE (ANDATE IN ONDA DALL'8 APRILE AL 6 MAGGIO 1972), IL FILM E' STATO SUCCESSIVAMENTE "CONDENSATO" IN QUESTA VERSIONE CINEMATOGRAFICA.

CRITICA

"Il regista, pur rispettando la sostanza e le suggestioni della ricca opera letteraria, ha scientemente operato delle modifiche in parte affidandosi alle immaginazioni delle sue 'avide' letture e riletture d'infanzia, in parte per conferire attualità al racconto e, soprattutto, alle emblematiche figure. La trasformazione di Pinocchio da burattino in bambino (anticipata rispetto al libro) è uno stratagemma che permette al personaggio di agire sullo schermo senza gli impacci tecnici propri di un pupazzo; ma soprattutto, evidenzia l'istintiva volontà del fanciullo di essere il 'ragazzino per bene' voluto dalla Fata. Degli animali, alcuni sono rimasti animali (il grillo, la lucciola, il tonno, il pescecane) e altri sono attori (la lumaca, il giudice-cane, il gatto e la volpe): la scelta è dovuta a un modo personale di Comencini nell'intendere lo scrittore che alcuni personaggi li avrebbe 'visti' come animali e altri - pur chiamandoli tali - li avrebbe percepiti con caratteristiche psicologiche da uomini realmente incontrabili nella vita." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 78, 1975)
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