La marcia su Roma

ITALIA - 1962
La marcia su Roma
Negli anni del primo dopoguerra un reduce che vive di espedienti, Domenico Rocchetti, incontra un suo capitano che lo invita ad aderire al movimento fascista. Durante un tafferuglio in un centro rurale, Rocchetti chiede aiuto a un suo ex commilitone, Umberto Gavazza. Ma il cognato di quest'ultimo, acceso antifascista, li mette alla porta ambedue. A causa di una nuova baruffa sorta per aver voluto sostituire gli spazzini in sciopero, vengono messi in prigione e poi liberati da una decisa azione degli squadristi. Dopo aver partecipato a parecchie "azioni punitive", anche Rocchetti e Gavazza si preparano alla Marcia su Roma. Requisiscono un'automobile per raggiungere i camerati, ma vengono sconfessati perché il proprietario è un sostenitore del movimento fascista. In seguito a una scaramuccia scompaiono alle porte di Roma.
  • Altri titoli:
    March on Rome
    La marche sur Rome
  • Durata: 94'
  • Colore: B/N
  • Genere: SATIRICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: MARIO CECCHI GORI PER FAIR FILM (ROMA), ORSAY FILM (PARIGI)
  • Distribuzione: DE LAURENTIIS - DOMOVIDEO RICORDI VIDEO, BMG VIDEO (PARADE)

CRITICA

"Dalla faciloneria [...] va immune "La marcia su Roma" che il regista Dino Risi [...] ha tenuto nei limiti di una canzonatura ragionevole, non dimenticando, cioé, che il fascismo, almeno negli effetti, fu una cosa sciaguratamente seria. (...) Qualche episodio e un po insistito, qualche sviluppo prevedibile; ma specie nella prima parte (...) il film centra spiritosamente il bersaglio, togliendone pensose vibrazioni. Di una comicità misurata anche i due protagonisti, Gassman e Tognazzi, per la prima volta insieme (in realtà Gassman aveva già interpretato con Tognazzi "La cambiale" - 1959). Il primo regolarmente bravo, nel gift conquistato registro del finto spaccone; il secondo altrettanto incisivo nella parte più difficile del finto tonto." (Leo Pestelli, 'La Stampa', 20 dicembre 1962)

"Non c'è Sordi, ma ci sono Gassman e Tognazzi che, in qualche modo, mutuano alcuni degli atteggiamenti della coppia Gassman-Sordi, ad uso e consumo della quale venne costruito un altro film serioso, di apparenza tutta comica(...). Il film tende quasi sempre ad esaurirsi nel gioco farsesco fra Gassman e Tognazzi, tenuto sulla linea di una comicità di largo suono e spesso involgarita da una scatologia verbale non sempre giustificabile (...)."(Claudio G. Fava, 'Corriere Mercantile', 21 dicembre 1962)

"Quella che avrebbe potuto essere una chiave satirica incentrata su un motivo inedito (...) s'impiglia in un estenuante repertorio umoristico che (...) raccoglie gags e barzellette. L'evoluzione dei personaggi è scontata (...) come sono preventivabili le traversie che (...) attraverseranno. La ricetta (...) lascia trapelare la scoperta e dosata premeditazione degli autori. L'industria cinematografica italiana la sua esca tentatrice l'ha scovata in certe storie dal risvolto civile; guai, però, a confondere le apparenze con il succo del film (...)". (Mino Argentieri, 'Cinema 60', 31 gennaio 1963)

"'La marcia su Roma'si affida alla formula dell'accoppiata di due ritratti opposti e complementari, portata al successo da 'La grande guerra'; tra i due interpreti prevale Tognazzi, che dà vita alla robusta macchietta di un infingardo contadino disposto a ogni ribalderia ma non a lasciarsi turlupinare dalla demagogia mussoliniana." (Vittorio Spinazzola, 'Ferrania', gennaio 1967)
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