Il viaggio

ITALIA - 1974
Il viaggio
Innamorata sin dall'infanzia del conte Cesare Braggi, Adriana Di Mauro - figlia unica di una borghese siciliana rimasta vedova - è vissuta nella palpitante attesa di diventare sua moglie. Quando però il vecchio conte, in punto di morte dichiara la sua volontà di volerla sposa dell'altro figlio, Antonio, la ragazza, convinta dalla madre, si rassegna a rispettare il desiderio del defunto e sposa Antonio, da cui ha un figlio. Quando però il marito muore, vittima di un incidente d'auto, Adriana si chiude nel più stretto lutto, trascurando la propria salute. Finalmente convinta dal cognato, si reca con lui da un cardiologo palermitano. La diagnosi, che lascia ben poche speranze, impone a Cesare di prolungare il viaggio sino a Napoli, dove un secondo medico non può che confermare il parere del primo. Minacciata dalla morte, la femminilità di Adriana si risveglia; è la donna, ora, a chiedere di non tornare in Sicilia. Mentre risalgono l'Italia, prorompe, tra Cesare e Adriana, l'amore fino allora represso. Venezia sarà però la loro ultima tappa: stroncata da un attacco, la donna muore.
  • Altri titoli:
    Le voyage
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: EASTMANCOLOR
  • Tratto da: ispirato liberamente dall'omonima novella di Luigi Pirandello
  • Produzione: CARLO PONTI PER COMPAGNIA CINEMATOGRAFICA CHAMPION (ROMA), CAPAC FILM (PARIGI)
  • Distribuzione: INTERFILM - GENERAL VIDEO, SAN PAOLO AUDIOVISIVI

NOTE

- ESTERNI GIRATI A PALERMO, NAPOLI E VENEZIA.

- A SOPHIA LOREN PREMIO PER LA MIGLIOR INTERPRETAZIONE FEMMINILE AL FESTIVAL DI SAN SEBASTIAN 1974 E DAVID DI DONATELLO 1974.

- AL FILM HA PARTECIPATO ANCHE PINO CARUSO MA LE SEQUENZE IN CUI APPARE SONO STATE ELIMINATE.

- FOTOGRAFO DI SCENA: RAZIO SECCHIAROLI.

CRITICA

"Il tema del racconto (lo scandalo della vita) è tessuto nei fatti senza obbligo di dimostrarlo, lo stile gli toglie angoli e punte, anche il patetico, prima dell'epilogo teatrale, sfuma in un paesaggio di semitoni. Questi sono meriti, per chi sappia ancora raccoglierli". (Giovanni Grazzini - "Cinema '74")
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