IL PRODE ANSELMO E IL SUO SCUDIERO

ITALIA - 1972
Anselmo di Mongibello deve recare la reliquia della mano di San Mancinello al papa prima di partire alla volta della crociata. Sbruffone, inetto e dedito alle devozioni vince in torneo Ottone di Buldoffen grazie ad un trucco ordito dal vescovo, zio della sua promessa sposa Leonzia. Poi si mette in cammino scortato da Gian Puccio Senza Terra, costretto a fargli da scudiero. Per via sono spesso raggiunti dal furibondo Ottone che ha saputo del trucco, e che nelle baruffe con i due gaglioffi, perde prima un occhio, poi una mano che dovrà sostituire quella, smarritasi, del santo. Incappando in ogni sorta di avventure triviali giungono a Roma dove il papa, scoperto essere falsa la reliquia, priva Anselmo del comando e condanna Gian Puccio a diventare eunuco per cantare fra le voci bianche. Ma questi riesce a farsi sostituire dallo stordito Ottone e sotto mentite spoglie va a godersi la novella sposa di Anselmo.

CAST

CRITICA

Si tratta del solito coacervo informe di idiozie nelle quali sono rilevabili solo l'ottusità, la compiaciuta sconcezza di situazioni, di dialogo e di immagini, la infima qualità dell'interpretazione, il tutto non riscattato da qualche buona ambientazione, facile a reperirsi nel centro di Italia. Notevole la bruttezza della fotografia. Insopportabile l'insistito dileggio, talvolta sacrilego, di persone sacre e devozioni che meriterebbero quantomeno rispetto. (Segnalazioni Cinematografiche).
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