Il compagno Don Camillo

ITALIA, FRANCIA, GERMANIA OCCIDENTALE - 1965
A Brescello, dove Peppone è sindaco e Don Camillo parroco, si sta organizzando un gemellaggio con Brezwyscewski, un paesetto della campagna russa. Al battagliero parroco l'iniziativa non piace e pensa di contrastarla utilizzando a scopo propagandistico due profughi russi che chiede di ospitare di cascina in cascina. Ma l'espediente perde di validità quando si scopre che in realtà si tratta di due italianissimi lestofanti. Il gemellaggio è deciso e Peppone compone il drappello di "compagni" che si recherà in Russia per le celebrazioni. Minacciando il sindaco di rendere pubblica una certa sua scappatella sentimentale, Don Camillo lo costringe ad inserire il nome del parroco nella lista dei cittadini diretti a Mosca. Naturalmente Don Camillo si rivela l'ospite più irrequieto, perché non può esimersi dal compiere la propria missione sacerdotale; celebra la Messa, ridà energia e coraggio ad un pope russo, spinge uno dei suoi compaesani a sposare l'interprete russa che li accompagna. Ma Peppone si vendicherà facendosi ammettere, vestito da monsignore, in una crociera di giovani sacerdoti che Don Camillo, tornato a Brescello, avrà l'incarico di accompagnare negli Stati Uniti.

CAST

NOTE

- E' IL QUINTO FILM DELLA SERIE.

CRITICA

"Il lavoro ripete l'impostazione moraleggiante dei film precedenti: i comici contrasti dei due protagonisti pongono imparzialmente in simpatica luce la schietta umanità e la bonarietà fondamentale dell'uno e dell'altro personaggio." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 58, 1965)

"Come sempre. Fernandel e Cervi, ma più il primo del secondo, sono bravissimi nel loro giuoco di scontri, di ripicche, di abbracci. E Comencini li asseconda con una macchina da presa vivace e fantasiosa (...)". (D. Biondi, 'Il Resto del Carlino', 9 dicembre 1965)

"Pur affidato a Luigi Comencini, il quinto episodio della strapaesana guerra privata dei due irresistibili amici-nemici trova soltanto in rari momenti l'antico brio. Quasi tutte scontate le baruffe russe, più effimere di un sondaggio preelettorale, altrettanto prevedibile la vendetta padana del sacerdote dal pugno proibito, assolutamente gratuite le storielle sentimentali. Comunque anche con un colbacco da operetta, Fernandel e Gino Cervi restano una doppia delizia". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 1 novembre 2001)
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