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Il regista Walter Fasano - Credits Pino Musi
(Cinematografo.it/ Adnkronos) – "Nella musica di Rota commuove la bellezza. Spero che il film possa restituire un po’ di questa sua magia".
Così Walter Fasano racconta Nino - Un film su Nino Rota, il suo documentario sul grande compositore italiano, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Il regista ha raccontato di essersi fatto ispirare dai materiali nella speranza che la pellicola possa generare, soprattutto nelle giovani generazioni, "un incontro con la bellezza della musica di Nino e che questo possa permettere di scoprire, riscoprire e riavvicinarsi ad un repertorio musicale che è fonte di ispirazione, conforto e rapporto con la bellezza profondo".


Nino Rota - Credits Fondazione Giorgio Cini / Fondo Nino Rota
A impreziosire il documentario è la voce narrante di Sting. "Questo è un film su Nino Rota e quando hai il compositore più grande del mondo non puoi che desiderare di avere il narratore più grande del mondo", spiega Fasano. Per questo, aggiunge, "ho pensato in grande". La voce di Sting "la conosciamo tutti e la sua competenza musicale è indubbia. Per questo mi sono chiesto: chi meglio di un compositore e musicista può parlare di un altro musicista?". E su come sia riuscito a coinvolgerlo, Fasano racconta: "Da alcuni anni ho la fortuna di essere compagno artistico e amico di Trudie Styler, che casualmente è la compagna di Sting. Devo dire che ha giocato un ruolo di facilitatore per rendere tutto possibile".
Prodotto da Be Water Film, Sugar Play, Adler Entertainment, I Diavoli in collaborazione con Rai Documentari, l’opera ripercorre la storia personale e artistica di Rota, attraverso le fotografie, e gli interventi degli intervistati, tra cui il regista Park Chan-Wook, il compositore Premio Oscar Alexandre Desplat e Caterina D’Amico, testimone in prima persona dell’amicizia tra Nino e sua madre Suso, la più grande sceneggiatrice italiana.


Nino - Un film su Nino Rota
(Be Water Film / Sugar Play / Adler Entertainment / I Diavoli)Bambino prodigio, Rota si formò con maestri come Ildebrando Pizzetti e Alfredo Casella, arrivando a comporre centocinquanta colonne sonore per registi come Visconti ('Il Gattopardo'), Zeffirelli ('Romeo e Giulietta') e naturalmente Federico Fellini, con cui strinse un sodalizio leggendario da 'Lo sceicco bianco' a capolavori come 'La strada', 'La dolce vita', '8½' e 'Amarcord'. Con 'Il Padrino' di Coppola raggiunse il successo mondiale e con 'Il Padrino - Parte II' vinse l'Oscar. In vita, Rota non ebbe un rapporto facile con la critica musicale, ma ora riconquista il posto che gli spetta fra i massimi compositori, lasciando un segno profondo nella storia della musica.



