The Garden of Earthly Delights di Morgan Knibbe è il miglior film del 43° Torino Film Festival. La giuria del Concorso Lungometraggi presieduta da Ippolita di Majo (Italia) e composta da Lolita Chammah (Francia), Wannes Destoop (Belgio), Sergei Loznitsa (Ucraina) e Giona Nazzaro (Italia) ha assegnato il riconoscimento (20.000 euro) all’opera prima del regista olandese. Ambientata nelle baraccopoli di Manila, è la storia dell’undicenne Ginto che lotta per sopravvivere e sogna di diventare un gangster, sfuggendo alla realtà grazie a viaggi psichedelici con il suo migliore amico, mentre sua sorella si prostituisce con la speranza di costruirsi una vita migliore. Quando un turista olandese, arrivato in città con l’intenzione di festeggiare il Natale con la fidanzata filippina conosciuta online, scopre di essere stato truffato, i tre personaggi si ritrovano negli abissi del quartiere a luci rosse della città.

The Garden of Earthly Delights
The Garden of Earthly Delights

The Garden of Earthly Delights

Il Premio speciale della Giuria (7.000 euro) è andato a Ida Who Sang So Badly Even The Dead Rose Up And Joined Her In Song della slovena Ester Ivakič, storia di una bambina di dieci anni, fantasiosa ma stonata, convinta di poter impedire la morte della nonna entrando nel coro della scuola. Il Premio per la miglior sceneggiatura a Ailleurs la nuit di Marianne Métivier, mentre le migliori interpretazioni sono quelle di Sadie Scott per Fucktoys e Maria Wróbel per Que ma volonté soit faite.

La giuria del Concorso Documentari presieduta da Giovanna Gagliardo (Italia) e composta da Orkhan Aghazadeh (Azerbaijan) e Gianluca e Massimiliano De Serio (Italia) ha assegnato il Premio per il miglior film (10.000 euro) a Seeds di Brittany Shyne “per la capacità di raccontare per immagini potenti la vita quotidiana di una comunità, costretta a subire l'ipocrisia delle parole delle leggi”. Premio speciale della Giuria a Coexistence, my ass! di Amber Fares, apprezzato per “come attraverso l'ironia si possa raccontare la complessità di una tragedia”. Menzione speciale a Bobò di Pippo Delbono perché “siamo grati alla saggezza che c'è nella follia”.

Seeds
Seeds

Seeds

Il miglior cortometraggio (3.000 euro) è What Have You Done, Zarina? di Camila Sagyntkan. La giuria del Concorso Cortometraggi presieduta da Lina Sastri (Italia) e composta da Paolo Maria Spina (Italia) e Sergio Toffetti (Italia) lo ha premiato perché “Camila Sagyntkan racconta con sensibilità e coraggio la vicenda di una ragazza quindicenne incinta dopo una violenza. Una messa in scena rigorosa intreccia, con le contraddizioni di una famiglia patriarcale e le ingiustizie sociali, il dramma psicologico di Zarina, nell’intensa interpretazione di Yenlik Kozike, tentata di rivolgere su di sé il senso di colpa accentuato dai pregiudizi arcaici della sua comunità”. Premio speciale della Giuria a 175 di Sepehr Nosrati: “Con una messa in scena di notevole impatto dinamico, Nosrati ci mette di fronte alle contraddizioni di uno dei temi centrali della politica e della società europea, l’immigrazione”. Menzione speciale a Fin di Ward Kayyal “per aver tradotto con sintesi emozionante la dialettica tra guerra e normalità nel dramma palestinese”.

The Anatomy of the Horses di Daniel Vidal Toche ha ricevuto il premio FIPRESCI (Premio della Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica). La giuria composta dai critici cinematografici Igor Angjelkov (Macedonia), Chiara Spagnoli Gabardi (Italia) e Paul Risker (Regno Unito) lo ha premiato perché “riflette su una verità necessaria: la rivoluzione è fatta di azione e spargimento di sangue, ma è uno stato d'animo destinato al fallimento. Questa sensibile esplorazione della cultura indigena prende vita attraverso un realismo magico, attingendo allo spirito di Eadweard Muybridge. Come opera di poesia visiva, inattaccabile dal tempo, il film dimostra che ciò che l'uomo ha tenuto in cattività è più libero dell’essere umano”.