Svelato il programma della Settimana Internazionale della Critica (SIC), giunta alla sua quarantunesima edizione, sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) nell’ambito della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (2 – 12 settembre 2026) e composta da una selezione di sette opere prime in concorso e due eventi speciali, tutti presentati in anteprima mondiale. La selezione è curata dalla Delegata Generale della SIC Beatrice Fiorentino con i membri della commissione di selezione Matteo Berardini, Marianna Cappi, Francesco Grieco e Marco Romagna.

Dichiara Fiorentino: “Ci sono momenti in cui la cronaca accelera tanto bruscamente da farsi Storia sotto i nostri occhi. Ed è probabile che questo 2026 possa essere ricordato, nei decenni a venire, come un anno di svolta cruciale, un punto di non ritorno, attraversato da mutazioni tecnologiche, ecologiche e sociali talmente radicali da ridefinire i contorni stessi della nostra esperienza umana. Il rischio odierno, di fronte a queste trasformazioni, è quello di incorrere in un’anestesia dello sguardo, nel rifiuto di accorgersi della gravità di ciò che sta accadendo, nell’illusione di rimanere spettatori passivi di un mondo che crolla, sommersi da un flusso inarrestabile di immagini che finisce paradossalmente per occultare la realtà anziché svelarla. Se il cinema vuole preservare la sua funzione civile oltre che estetica, ha il dovere di squarciare questo velo, imponendo che il presente venga visto”.

Il film d’apertura è Il Grande Giaffa, opera prima di Marco Santi, interpretata da Edoardo Pesce, Carlotta Gamba e Barbara Chichiarelli. È la storia di Giacomo Falta, un uomo ignorato da tutti, incapace di trovare un suo posto nel mondo. Quando incontra il carismatico Grande Giason, l’uomo rappresenta tutto ciò che ha sempre voluto essere, Giacomo compie un passo rischioso, convinto che basti indossare una maschera diversa per sentirsi finalmente compreso. È l’inizio di una lunga notte in cui il confine tra identità e illusione si sfuma sempre più, fino a mettere a rischio la sua stessa esistenza.

Film di chiusura è Rider, diretto da Roan Johnson e da Davide Pavanello, in arte Dade, compositore per il cinema e produttore musicale multiplatino, fondatore di INRI, membro dei Linea 77, bassista di Salmo e David di Donatello per la colonna sonora di Gloria! di Margherita Vicario. Con Lorenzo Aloi, Kaze, Mattia Mor, la stessa Vicario e Claudio Santamaria, il film segue Samuele, detto Sami, giovane rider, che ogni giorno percorre le strade di Milano attraversandola da un capo all’altro con la sua bici. La notte di Capodanno, mentre la città esplode di luci e tutti festeggiano, il ragazzo consegna un enorme ordine di sushi in una lussuosa villa a nord della città. Invitato a fermarsi per la serata, Sami incontra Nia, con cui scatta subito una forte connessione. Ma, mentre un nuovo amore muove i primi passi, una decisione presa d’impulso avrà delle conseguenze fatali e il ragazzo dovrà decidere se affrontare le conseguenze delle sue azioni.

In concorso

  • THE END OF TIMES di Bibiana Rojas Gómez, Juan David Cárdenas (Colombia)
    Salomé rivisita decenni di video di famiglia nel tentativo di comprendere la tristezza della madre. Durante la sua ricerca, scopre un passato segnato dallo sfruttamento e dalla violenza nella storia della Colombia e dell’America Latina. Utilizzando l’intelligenza artificiale per cercare di immaginare un mondo meno terribile, Salomé si renderà conto di quanto più facile sia concepire la fine del mondo rispetto alla fine del capitalismo.
  • THE H@LLOW MAN di Kamel Laaridhi (Tunisia)
    Un bio-chip impiantato regola i ricordi e sopprime le emozioni, mentre l’ipnoterapia è proibita. In segreto, Taha consulta un ipnoterapeuta: un fabbricante di pathos che, attraverso la poesia, forgia per i suoi assistiti emozioni a loro precluse. Sotto ipnosi, Taha attraversa una foresta e si ritrova davanti a una casa senza elettricità, infestata dagli insetti e spiata da un vicino curioso e taciturno. All’interno, un uomo e due donne stanno preparando un attentato suicida. La donna prescelta per trasportare l’ordigno è incinta. Il capo ha decretato che un feto al di sotto di tre mesi non possiede un’anima. Sebbene annebbiato dalle pastiglie allucinogene, Taha comprende che il feto è egli stesso. Un’incursione della polizia; sua madre si dà alle fiamme.
  • LONDON di Victor Di Marco, Márcio Picoli (Brasile)
    London, un ragazzo disabile, si è costruito una vita secondo un principio di grintosa indipendenza. Lavora come dominatore in un locale fetish insieme agli amici disabili Luke e Lilá. Quando una visita medica offre a London l’opportunità di sottoporsi a un esame per comprendere meglio il proprio corpo e la propria disabilità, il giovane si trova di fronte a un dilemma. Desidera ardentemente delle risposte, ma teme che una diagnosi possa ridurre la sua identità a una mera etichetta clinica, minacciando l’equilibrio di tutto ciò che ha lottato per costruire.
  • METEORITE di Sebastián Múnera (Colombia)
    Tefa e Nia vivono in una cittadina sul fiume Magdalena insieme al giovane nipote di Nia, che stanno crescendo insieme. Nia coinvolge Tefa nel contrabbando di telefoni cellulari all’interno della prigione regionale. Il viaggio le porta ad attraversare uno stravagante parco divertimenti costruito sopra l’ex tenuta di un signore della droga. Mentre vagano tra scivoli ad acqua, sentieri verdeggianti e dinosauri di cemento, inquietanti ricordi sussurrati serpeggiano nel caldo estivo. In un luogo dove la violenza si cela sotto ogni superficie, Tefa sarà condotta verso un inevitabile confronto.
  • OUR SHARE OF SAND di Shalini Adnani (India, Regno Unito, Grecia)
    Dopo diversi anni all’estero, la dodicenne Maya fa ritorno in India con la madre per ricongiungersi con il padre, un imprenditore che si occupa di estrazione della sabbia. Immersa in un mondo dove si scontrano lavoro, retaggio e sfruttamento, stringe un fragile legame con Kiran, un giovane operaio. A seguito di un tragico incidente, l’indagine della polizia fa emergere Maya come testimone chiave e il padre conta su di lei per essere scagionato. Divisa tra la lealtà alla sua famiglia e un crescente disagio che non riesce a definire, Maya comincia a indagare per conto proprio. Mentre la madre diviene sempre più instabile, Maya scopre una fitta trama imbevuta di omertà, sfruttamento e abusi ripetuti, ed è costretta a confrontarsi con le bugie del padre e con la complicità della famiglia che tenterà di infrangere.
  • PRIMA DELLA GUERRA di Tommaso Usberti (Francia, Italia)
    Guido, ventitré anni, vive in una piccola cittadina del Nord Italia. Si è guadagnato il rispetto dei suoi coetanei con la violenza tipica dell’ambiente razzista e misogino in cui è cresciuto. Ma quando incontra Sonia, una giovane immigrata kosovara, qualcosa cambia. Guido si troverà in bilico tra il mondo che lo ha formato e il possibile futuro che lei gli sta offrendo.
  • ZOOM IN, ZOOM OUT di Dong Jie (Cina)
    Shi, un giovane game designer, intraprende un difficile viaggio attraverso la città alla ricerca di Gao, il suo coinquilino scomparso. Seguendo un indizio nascosto in un gioco online si imbatte inaspettatamente in YY, la fidanzata di Gao. Mossi dallo stesso desiderio di trovare risposte, Shi e YY avanzano tra mondo reale e spazi virtuali alla ricerca della verità e affrontando i confini sfumati tra memoria, realtà e universi digitali.

Fuori Concorso

  • Film d’apertura: IL GRANDE GIAFFA di Marco Santi (Italia)
  • Film di chiusura: RIDER di Roan Johnson, Davide Pavanello (Italia)

I sette lungometraggi in concorso alla 41. Settimana Internazionale della Critica concorrono per il Gran Premio IWONDERFULL assegnato da una giuria internazionale al miglior film in concorso e del valore di € 10.000; per il Premio del Pubblico assegnato dal pubblico in sala e dal valore di € 3.000; per il Premio Luciano Sovena destinato al Miglior Produttore Indipendente e dal valore di € 5.000, assegnato da una giuria di membri dell’Associazione Amici di Luciano Sovena.

SIC@SIC (Short Italian Cinema @ Settimana Internazionale della Critica)

L’undicesima edizione di SIC@SIC (Short Italian Cinema @ Settimana Internazionale della Critica) propone una selezione competitiva di sette cortometraggi di autori italiani non ancora approdati al lungometraggio di finzione, e due eventi speciali fuori concorso. Tutti presentati in prima mondiale, che competono per i premi – assegnati da una giuria composta da tre professionisti dell’industria – per il miglior cortometraggio, per la miglior regia e per il miglior contributo tecnico.

In concorso

  • DOVE LE LACRIME ASPETTANO di Caterina Bertini, Blu Diego Fasoli (Italia)
    Grandi pozze d’acqua bianca sono colpite dagli ultimi raggi del sole nella Caldara di Manziana. Il vento muove i capelli di tre bambini che giocano nel fango. Sono fratelli: Zoe, Ettore e Marta. Le loro risate riempiono il silenzio. Sono soli, ma abituati ad esserlo. Tornano a casa e la madre non c’è. Per uno stupido errore di Zoe rimangono chiusi fuori. Dovranno superare la notte... e affrontare il buio, i rumori e l’ignoto. Ma soprattutto dovranno far fronte alla propria immaginazione.
  • E-I-E-I-O di Noemi Arfuso (Italia)
    Due entità sintetiche giocano a sterminare gli esseri umani, controllando l’avanzamento del loro piano attraverso una rete di videocamere di sorveglianza. Tutto sembra procedere secondo i piani, finché una rivolta improvvisa mette a rischio la missione.
  • GRANCHITÀ di Anaïs Landriscina, Chiara Toffoletto (Italia)
    Il ritrovamento di un archivio audiovisivo riporta alla luce le tracce di una biologa marina misteriosamente scomparsa nel Delta del Po. Tra filmati, fotografie, documenti e l’incontro con una strana ragazza del luogo, emerge il lavoro di ricerca che la biologa stava conducendo sul granchio blu, un’indagine scientifica che lentamente si trasforma in una riflessione sul cambiamento, sull’adattamento e sul fragile confine tra umano e animale. E se la sua scomparsa fosse il risultato della stessa ricerca che aveva intrapreso?
  • GUSCI di Elisa Chiari, Francesca Trovato (Italia)
    Dodici uova benedette proteggono il matrimonio di Lucia dal malocchio. Quando due di esse scompaiono, la sorella maggiore Elena viene incaricata di recuperarle. Insieme, le due intraprendono un viaggio assolato attraverso legami e distanze comuni: il rito deve essere portato a termine.
  • PUCA di Sara Scalera (Italia)
    Anni ‘90, un primo pomeriggio d’estate. Mentre i genitori dormono, Lotti e Malibù (questi i nomignoli che si danno tra loro le sorelle) decidono di uscire di nascosto per andare al bar, tra gli altri frequentato dal ragazzo che piace alle due. Puca, la più piccola, chiede di andare a tutti i costi con loro, pena il risveglio dei genitori tramite urla. Le tre quindi si avviano e, mentre passano dalla spiaggia, Puca si avvicina a riva e dice di aver visto una sirena. Una volta al bar, mentre le due sono in preda ai propri umori adolescenziali, perdono di vista Puca. Inizia così una ricerca che porterà le due a uno scontro chiarificatore, seguito poi dalla visione fugace della sirena che si immerge e scompare sott’acqua: con quell’immagine prendono consapevolezza che la loro infanzia è andata via per sempre. L’inaspettato avviene quando tornano a casa per avvisare i genitori...
  • REVOLVER di Paoli De Luca (Italia)
    Napoli. In un frenetico club techno – teatro di desiderio, dominio e sopravvivenza – i corpi si scontrano sotto le luci stroboscopiche. Al centro di tutto c’è Ronga, una go- go dancer trans che danza e ruota incessantemente dentro una gabbia di ferro; sui suoi tacchi a spillo, nutre la fame della folla. Attorno a lei orbitano Daniel, un fotografo attratto dalla sua bellezza cruda; Manuel, un’ossessione tossica e predatoria; e Medusa, l’enigmatica regina del club che domina dalla piattaforma più alta, con due mitragliatrici incastonate nel reggiseno: i suoi “Revolver”. Tra drink, ritmi incalzanti e giochi di potere, Ronga lotta per la propria dignità all’interno della crudele gerarchia del suo mondo notturno.
  • SE MAI LE COSE di Giulia Cosentino (Italia, Francia)
    Una mattina d’inverno a Catania, Rachele torna nell’appartamento in cui ha vissuto con Paolo per recuperare le sue cose. Mentre riempie gli scatoloni del trasloco, gli oggetti prendono voce, facendo riaffiorare i ricordi della loro storia d’amore appena conclusa. Il loro valore immateriale richiama l’eredità del corredo nuziale, aprendo una riflessione generazionale sul significato che oggi attribuiamo agli oggetti, alla casa e alle relazioni.

Fuori concorso

  • Cortometraggio d’apertura: LES MÉTAMORPHOSES, AU FÉMININ di Maria Giménez Cavallo (Italia, Francia, Stati Uniti)
    Una professoressa legge ad alta voce alcuni estratti delle scene più salienti di violenza contro le donne tratte dalla Metamorfosi di Ovidio. Mentre gli antichi versi riecheggiano nell’aula, gli alunni iniziano a prendere coscienza della crudeltà che si cela sotto la poesia: i miti si rivelano uno specchio inquietante della realtà contemporanea.
  • Cortometraggio di chiusura: UN BREVE INCONTRO di Liryc Dela Cruz (Italia)
    Kath, italo-filippina, lavora da remoto come moderatrice di contenuti digitali a Genova. Quando viene a sapere che un suo collega nelle Filippine si è tolto la vita, schiacciato da quello stesso lavoro che riempie le sue giornate (l’indicizzazione infinita di decapitazioni, torture, suicidi in diretta streaming, abusi di minori), inizialmente si concede due giorni di riposo, poi prolunga la sua pausa, non più convinta di riuscire a tornare al suo terminale. Un massaggio le fa conoscere Jenny, una donna filippina che si prende cura dei corpi come secondo lavoro. Quell’ora pattuita si trasforma in qualcosa di più, in un incontro che nessuna delle due donne si sarebbe aspettata. Ciascuna con il proprio fardello, con le proprie assenze, finalmente trovano, insieme, un modo per non essere invisibili. Lo schermo capace un tempo soltanto di ferirle restituisce ora una nuova immagine, una possibilità salvifica di guarigione.