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Prima della guerra
La 41. Settimana Internazionale della Critica, sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) nell’ambito della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, ha assegnato oggi i premi dell’edizione 2026 curata dalla delegata generale Beatrice Fiorentino.
È stato attribuito al film italiano (in coproduzione con la Francia) Prima della guerra di Tommaso Usberti il Gran Premio IWONDERFULL come miglior film “Per la sua regia intensa e vibrante, per il talento potente ed espressivo del suo protagonista, per la maestria della mise-en-scène, grazie a immagini di grande fattura in cui corpi, volti e gesti creano una tensione fisica impressionante — mentre l’Italia di provincia diventa palcoscenico di passioni violente. Un film che si affida tanto al silenzio quanto alle parole, dove il suono e la musica diventano un campo di battaglia a sé stante per indagare temi di stringente attualità: la mascolinità tossica, il desiderio impossibile e la profonda solitudine dell’individuo. Un lungometraggio crudo, suggestivo e profondamente cinematografico, che è classico e innovativo al tempo stesso, rivelatore di una voce registica forte e distintiva” - si legge nella motivazione della giuria internazionale composta dalla regista francese Chloé Barreau, dalla produttrice ungherese Júlia Berkes e dalla scrittrice, curatrice culturale e professionista dell’industria cinematografica Caterina Mazzucato che ha attribuito i riconoscimenti tra i sette lungometraggi in concorso.


Il regista Tommaso Usberti
Prima della Guerra, ambientato nella pianura padana, apre una riflessione urgente sulla mascolinità contemporanea e racconta di Guido, poco più di vent’anni e cresciuto nella violenza e il razzismo, e del suo incontro con Sonia, una giovane immigrata kosovara. Nel cast del film: Piero Usberti, Luàna Bajrami, Massimiliano Balduzzi, Sebastien Halnaut, Cisky Capizzi. Il film si aggiudica anche il Premio Luciano Sovena al Miglior Produttore: “Per aver saputo raccontare con pochi mezzi un’Italia degli ultimi tra realismo e magia, violenza e tenerezza, romanticismo e razzismo. Un dialogo tra registri che si traduce anche nella produzione (o meglio co-produzione) vincitrice, che meglio incarna lo spirito e la missione di Luciano Sovena, al cui ricordo questo premio è dedicato”.
Premio del Pubblico va a Our Share of Sand di Shalini Adnani, un dramma familiare che diventa una riflessione sulle disuguaglianze e sulla crisi ambientale.
Il premio Mario Serandrei - Hotel Saturnia per il miglior contributo tecnico va a The End of Times di Bibiana Rojas Gómez e Juan David Cárdenas Maldonado. “Per la sua capacità di riscrivere il tempo utilizzando il montaggio come forma di espansione narrativa dei materiali, rimarcando l'importanza degli archivi audiovisivi nel fondere un supporto del passato come il VHS con il futuro delle elaborazioni in AI, dando vita a un efficace esperanto delle immagini”. Salomé, utilizzando l’intelligenza artificiale, rivisita decenni di video di famiglia nel tentativo di comprendere la tristezza della madre. Durante la sua ricerca, scopre un passato segnato dallo sfruttamento e dalla violenza nella storia della Colombia e dell’America Latina.
The End of Times si aggiudica anche la menzione speciale del Gran Premio IWONDERFULL: “Che una storia sia vera o meno, ogni volta che ne raccontiamo una, entriamo nel mondo della finzione. È proprio questo che ci ricorda questo film unico. Guardarlo è un’esperienza davvero particolare: dapprima si è incuriositi, poi sorpresi; ti fa ridere e un attimo dopo è capace di farti commuovere fino alle lacrime; e prima che te ne accorga, eccoti lì, disorientato, persino sconcertato — e alla fine, ti lascia semplicemente senza fiato. È raro vedere un archivio di famiglia trattato con tanta libertà — non come un documento, ma come materia prima viva, malleabile, onirica. Da questo monologo interiore così toccante e poetico, viene fuori un’idea semplice e forte: quando la memoria reale viene meno o rimane in silenzio, il passato può sempre essere reinventato. Una riflessione audace sull’immaginazione e, in definitiva, un film sul cinema stesso”.
Premio Circolo del Cinema di Verona (al film più innovativo della selezione) va a Zoom In, Zoom Out di Dong Jie. “Per la capacità di mostrare una contemporaneità sempre più stratificata, dove il reale e il virtuale si sovrappongono, dove le connessioni e le disconnessioni tra individui diventano progressivamente più complesse, e dove le emozioni e le paure sono veicolate dal medium tecnologico. Attraverso un linguaggio cinematografico giovane, inedito ed emergente, il film è in grado di comporre una riflessione attuale sull’esistenza postdigitale di un’intera generazione, facendo emergere come il mezzo digitale non rappresenti una sottrazione all’esperienza umana ma un arricchimento”. Shi, un giovane game designer, intraprende un difficile viaggio attraverso la città alla ricerca di Gao, il suo coinquilino scomparso. Seguendo un indizio nascosto in un gioco online si imbatte inaspettatamente in YY, la fidanzata di Gao. Mossi dallo stesso desiderio di trovare risposte, Shi e YY avanzano tra mondo reale e spazi virtuali alla ricerca della verità e affrontando i confini sfumati tra memoria, realtà e universi digitali.
Nell’ambito della 11. SIC@SIC (Short Italian Cinema @ Settimana Internazionale della Critica), la giuria, composta da composta da Raffaella Di Giulio, Head of Sales di Fandango Sales, dalla regista Giulia Grandinetti e dalla giornalista e filmmaker Paola Piacenza ha assegnato i seguenti riconoscimenti tra i sette cortometraggi in concorso:
Premio al miglior cortometraggio (offerto da Frame by Frame) va a E-I-E-I-O di Noemi Arfuso, “per la capacità di raccontare con ironia e incisività una questione cruciale del nostro presente, mostrandoci che quando i corpi umani spariscono, la natura governa”. Due entità sintetiche giocano a sterminare gli esseri umani, controllando l’avanzamento del loro piano attraverso una rete di videocamere di sorveglianza. Tutto sembra procedere secondo i piani, finché una rivolta improvvisa mette a rischio la missione.
Menzione Speciale a Dove le lacrime aspettano di Caterina Bertini e Blu Diego Fasoli. “Per l’autentica atmosfera che ci conduce verso le prime paure, presi per mano dai tre giovani protagonisti”. Tre fratelli Zoe, Ettore e Marta tornano a casa e la madre non c’è. Per uno stupido errore di Zoe, rimangono chiusi fuori. Dovranno superare la notte… e affrontare il buio, i rumori e l’ignoto. Ma soprattutto dovranno far fronte alla propria immaginazione.
Premio alla miglior regia (offerto da Stadion Video) a Revolver di Paoli De Luca, con protagonista Ronga e la partecipazione di Iaia Forte,“per l’armonia con cui corpi, luci e materia danzano tra giochi di potere e colpi di techno”. Ambientato a Napoli in un frenetico club techno, al centro del corto c’è la vita di Ronga, una go-go dancer trans che danza e ruota incessantemente dentro una gabbia di ferro e lotta per la propria dignità all’interno della crudele gerarchia del suo mondo notturno.
Premio Miglior Contributo Tecnico (offerto da ADVISTA Studio) a Se mai le cose di Giulia Cosentino. “Per la capacità di trasformare uno spazio intimo in un luogo di passaggio, dove la memoria di ciò che è stato si confronta con la possibilità di ciò che ancora può essere. Per aver trasformato la memoria in materia cinematografica, lasciando che immagini, spazi, suoni e oggetti raccontassero, spesso senza bisogno di parole. Per uno sguardo contemporaneo che mette al centro la libertà femminile - la libertà di scegliere, di sbagliare, di cambiare, di lasciare andare, di non corrispondere più a ciò che gli altri hanno immaginato per noi”. Ambientato a Catania, racconta di Rachele che torna nell’appartamento in cui ha vissuto con Paolo per recuperare le sue cose. Mentre riempie gli scatoloni del trasloco, gli oggetti prendono voce, facendo riaffiorare i ricordi della loro storia d’amore appena conclusa, aprendo una riflessione generazionale sul significato che oggi attribuiamo agli oggetti, alla casa e alle relazioni.
Se mai le cose vince anche il Premio del Centro Nazionale del Cortometraggio: “Un film sugli oggetti, le cose, la “roba” il cui valore non è economico ma emotivo, capace di parlare di separazioni, ricordi e cambiamenti partendo da qualcosa di molto semplice e concreto: le cose che ci lasciamo dietro. Gli oggetti di una casa diventano così testimoni di una relazione, ma anche del modo in cui immaginiamo l’amore e il nostro futuro. Un’opera centripeta, fatta di diversi elementi e codici che, alternando fotografie, filmati d'archivio e riprese, portano lo sguardo dentro le immagini. Il dialogo tra il presente della protagonista e il materiale di repertorio dedicato al corredo delle spose restituisce con grande naturalezza il passaggio tra generazioni, esplorando la soglia tra ciò che abbiamo ricevuto e ciò che oggi scegliamo di tenere con noi. Un racconto delicato e personale su quanta umanità passi sulle superfici delle cose che ci circondano, capace di trovare nel quotidiano un modo sincero per parlare di memoria e identità, fragilità e libertà”.
London, esordio degli autori brasiliani Victor Di Marco e Márcio Picoli vince ex aequo il prestigioso Queer Lion Award 2026, il riconoscimento collaterale ufficiale della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che dal 2007 è dedicato al miglior film con tematiche LGBTQIA+. Assegnato ogni anno da una giuria internazionale indipendente, il premio ha l’obiettivo di valorizzare e dare visibilità alle opere che affrontano, in modo artistico e innovativo, le diversità e le identità di genere e di orientamento sessuale, contribuendo così a una più ampia riflessione culturale e sociale.
Domani, sabato 12 settembre alle ore 14:00 in Sala Perla, si terranno, per tutti gli accreditati, le proiezioni del miglior cortometraggio e del miglior film, vincitori della 41. Settimana Internazionale della Critica: Prima della guerra e E-I-E-I-O.
La Settimana Internazionale della Critica (SIC) è una sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) nell'ambito dell'83. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. La SIC presenta dal 2 al 12 settembre sette opere prime in concorso e due eventi speciali in fuori concorso, tutti in anteprima mondiale. La selezione della 41. edizione, curata dalla delegata generale Beatrice Fiorentino insieme alla commissione composta da Matteo Berardini, Marianna Cappi, Francesco Grieco e Marco Romagna, attraversa quattro continenti e conferma una forte attenzione ai linguaggi contemporanei, alla contaminazione tra generi e alla ricerca formale.
Main partner della Settimana Internazionale della Critica è IWONDERFULL. Cultural partner è Cinecittà, con cui viene realizzato SIC@SIC. La manifestazione si avvale inoltre del sostegno di numerosi partner istituzionali e privati, tra cui Associazione Amici di Luciano Sovena, Hotel Saturnia & International, Circolo del Cinema di Verona, NUOVOIMAIE, Frame by Frame, Stadion Video, Advista, Centro Nazionale del Cortometraggio, Agnus Dei – Tiziana Rocca Production e Milano Film Network, oltre ai media partner MyMovies, FRED FILM RADIO, The Hot Corn, Taxidrivers e Corto de Vista (progetto di ESCAC).



