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Premio Navicella Cinema Italiano – Giorni e nuvole di Silvio Soldini
“per la capacità di mostrare situazioni reali legate al disagio e all’insicurezza tipiche dei nostri giorni, riuscendo al contempo nel non facile compito di trasformarle in metafore dell’esistenza”.


Premio RdC Awards “Concorso cortometraggi” – Ezechiele 35,27 di Riccardo De Cal
“per avere disegnato con rara capacità il vuoto e il disagio dell’esistenza umana in un’opera costruita attraverso le sole immagini che rimandano alla difficoltà e all’incapacità dell’individuo di comunicare”


Miglior corto documentario – Queste cose visibili di Lamberto Lambertini
“per un lavoro oltremodo personale che tratteggia con brevi poetiche pennellate la Napoli più sfuggente, ricca di segreti, leggende, fantasmi e luoghi sconosciuti. Una città tuttavia profondamente impregnata di carnalità e di un sano attaccamento alla vita”.


Premio Navicella Fiction – Nassiriya – Per non dimenticare di Michele Soavi
“per aver raccontato con sguardo diretto ed emotivamente coinvolgente la condizione dei nostri soldati in Iraq, seguendo un modello narrativo di stampo americano che alterna con successo momenti di vita quotidiana all’azione più travolgente”.


Premio Colonna sonora – Teho Teardo per La ragazza del lago di Andrea Molaioli
“per aver regalato a La ragazza del lago una colonna sonora che mischia dall’elettronica all’acustica, con il risultato di lasciar affiorare un commento audace e mai scontato ora in perfetta sintonia ora in meravigliosa antitesi con i luoghi, le atmosfere, i personaggi”.


Premio Diego Fabbri – Il mio lungo viaggio nel secolo breve di Carlo Lizzani
“per il ritratto originale del Novecento firmato da Lizzani, facendo tesoro della propria esperienza personale e professionale e ripercorrendo anche momenti bui del nostro passato recente. Suggerendo che il cinema è non solo strumento utile, ma necessario, per capire la storia contemporanea”.


Menzione Speciale Premio Diego Fabbri – Pane e cinema di Luciano Vincenzoni
“per aver raccontato attraverso aneddoti di vita vissuta la stagione più prolifica del cinema italiano. Con una biografia talmente straordinaria da sembrare frutto di una fervida immaginazione, o, per usare le parole di Billy Wilder, l’opera di un geniale ‘falso bugiardo’”.





