Pensavamo di doverci estinguere, vinti da meteoriti di immagini: film, serie, clip, reel, contenuti vari e sempre meno eventuali. Poi è accaduto che sono arrivati gli audiolibri e abbiamo scoperto che c’era un altro senso oltre quello della vista: l’udito. Da questo punto di vista, il ritorno dell’oralità non è Omero illustrato da Nolan né una regressione nostalgica verso il racconto attorno al fuoco o il vecchio radiodramma. È invece la riattivazione, attraverso la tecnologia, di una facoltà che la sovrabbondanza delle immagini rischiava di rendere passiva: la capacità di vedere ciò che non viene mostrato. Le serie audio negano alla vista per restituire all’immaginazione, invitando l’ascoltatore a partecipare attivamente alla costruzione visiva del mondo che narrano. E l’ascolto, diversamente dallo sguardo intermittente dello scrolling, richiede durata, concentrazione, disponibilità a lasciarsi condurre.

È forse questo il paradosso più interessante dell’audio contemporaneo. Una piattaforma digitale globale, l’ascolto in cuffia e le tecnologie immersive riportano al centro una delle esperienze culturali più antiche. Ma ciò che un tempo era soprattutto un rito comunitario è diventato, con gli smartphone, un’esperienza spesso individuale e mobile, capace di accompagnare gli spostamenti e i gesti quotidiani.

Un’esperienza dai numeri che iniziano a diventare importanti. Lo dimostra l’espansione industriale di Audible. Fondata nel 1995 ed entrata nella famiglia Amazon nel 2008, Audible opera oggi in oltre 180 Paesi, propone contenuti in 50 lingue e possiede un catalogo globale di più di un milione di titoli. Nel solo 2025 gli utenti hanno ascoltato sulla piattaforma quasi sei miliardi di ore di contenuti. In Italia il servizio è presente da dieci anni, con un catalogo di oltre 70 mila titoli tra audiolibri, podcast, serie audio e produzioni Original.

E nuovi traguardi in vista, pardon udito: l’arrivo alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove presenterà un progetto globale ambizioso, Dracula. Disponibile dal 1° ottobre 2026, l’adattamento acustico del romanzo di Bram Stoker non sarà un semplice audiolibro, così ci dicono, ma una serie Audible Original concepita secondo una logica audio-first, con regia, cast corale, colonna sonora originale, sound design e spazializzazione in Dolby Atmos. Anche la scelta del romanzo di Bram Stoker appare significativa. Dracula è già nella sua forma letteraria un’opera costruita attraverso una molteplicità di voci, diari, lettere, testimonianze e registrazioni: un racconto frammentario nel quale la verità emerge dall’ascolto e dal montaggio di prospettive differenti. Riportarlo alla voce significa quindi non soltanto adattarlo, ma riscoprirne la natura profonda.

Benedetta Porcaroli
Benedetta Porcaroli

Benedetta Porcaroli

Sarà adattato in inglese, spagnolo castigliano, francese, tedesco, italiano, spagnolo latinoamericano e portoghese brasiliano, con un cast d'eccezione per ciascuna versione.
Nella versione italiana Riccardo Scamarcio interpreta Dracula e Benedetta Porcaroli presta la voce a Mina. Con loro Laura Romano è la professoressa Van Helsing, Gabriele Sabatini il dottor Seward, Flavio Aquilone Jonathan Harker, Sara Labidi Lucy, Alessandro Quarta Renfield e Angiola Baggi la Signora Westenra. La regia della versione italiana è affidata a Georgia Lepore.

A guidare i cast internazionali nei ruoli di Dracula e Mina sono rispettivamente Omar Sy e Deva Cassel (francese); Matthias Schweighöfer e Jeanne Goursaud (tedesco); Asier Etxeandia e Claudia Salas (castigliano); José María De Tavira ed Esmeralda Pimentel (spagnolo latinoamericano). Ogni produzione è interpretata da un cast corale. Nell’edizione anglofona i due personaggi sono affidati a Jonathan Bailey ed Ella Purnell, con la partecipazione di Maggie Gyllenhaal; nella versione spagnola ad Asier Etxeandía e Claudia Salas. La regia del cast internazionale è di Mary Lambert, la regista di Cimitero vivente.

Insomma, c’è molto cinema in questo audiodramma e la première veneziana è un ulteriore segnale di convergenza. Ne abbiamo parlato con Rachel Ghiazza, Chief Content Officer di Audible, e Aurélie de Troyer, Head of Content Europe.

Prima volta di Audible alla Mostra del Cinema. È la certificazione che il settore audio non appartiene più all'editoria o al podcasting, ma è diventato industria dell'intrattenimento?

RG. L'intrattenimento audio sta vivendo un momento creativo straordinario e Venezia, uno dei palcoscenici culturali più prestigiosi al mondo, ci è sembrato il luogo naturale per celebrarlo. Ma questo traguardo è il risultato di un percorso iniziato molto tempo fa. Da oltre 25 anni Audible è pioniera nel settore degli audiolibri e realizza produzioni audio ai massimi livelli per qualità narrativa e tecnica. La nostra presenza alla Biennale Cinema 2026 è il riconoscimento del ruolo che gli audiolibri, le serie audio e i podcast hanno già conquistato nel tempo. Produciamo opere dalla qualità cinematografica, con cast di primo piano, registi pluripremiati, colonne sonore originali e un sound design immersivo. Collaboriamo con gli stessi attori, registi, compositori e autori che lavorano nel cinema e nella televisione, condividendone l'ambizione creativa e gli elevati standard produttivi. Il mondo dell'audio e quello del cinema si influenzano reciprocamente da tempo. Questa è la nostra prima partecipazione a Venezia e rappresenta allo stesso tempo un privilegio e il punto di arrivo di questo dialogo. La Mostra ci offre l'occasione di rendere evidente questo legame e di rafforzarlo ulteriormente.

Avete scelto Dracula, forse la storia più filmata di sempre. Che cosa può ancora rivelare con il solo ausilio del suono?

RG. Dracula viene raccontato attraverso le immagini da oltre un secolo, ma la sua vera forza è sempre stata quella del racconto psicologico. Bram Stoker ha scritto un romanzo epistolare, composto da lettere, pagine di diario e testimonianze. È, nella sua essenza, un thriller epistolare, una struttura che si presta naturalmente al linguaggio dell'audio. Il nostro adattamento amplifica il duello psicologico tra Dracula e Mina, restituendo la storia nel modo in cui è sempre stata pensata: intima, claustrofobica e inquietante. Quando Dracula sussurra direttamente all'ascoltatore, quando si percepiscono i suoi passi nel buio senza poter vedere alcun riflesso, è allora che si comprende il potere del suono. Non stiamo reinventando questa storia: ne stiamo riportando alla luce tutta la sua forza originaria.

Aurelie de Troyer
Aurelie de Troyer

Aurelie de Troyer

Cast corale, regia, sceneggiatura audio-first, musiche originali, Dolby Atmos: state scrivendo per le serie audio una grammatica nuova, diversa tanto dal podcast quanto dal cinema?

AdT. È esattamente ciò che Audible sa fare meglio: creare esperienze di ascolto immersive che trasportano l'ascoltatore nel cuore della storia. Con Dracula abbiamo portato ogni elemento della produzione al massimo livello: un cast corale, una colonna sonora originale firmata da Ilan Eshkeri, un sound design a 360° e una sceneggiatura scritta fin dall'inizio per essere ascoltata. Il risultato è qualcosa che prende in prestito l'intensità emotiva del cinema e l'intimità della letteratura, ma che esiste come forma espressiva autonoma, in cui il sound design diventa la fotografia e l'immaginazione dell'ascoltatore diventa lo schermo. Noi lo chiamiamo “cinema per le orecchie”.

Mary Lambert viene dall'horror visivo, ha firmato un cult come Pet Sematary. Come mai questa scelta? Avvertite che bisogna attingere dalla regia cinematografica per gli audiodrammi o sarà necessario prima o poi una professionalizzazione? 

AdT. Mary Lambert è una virtuosa dell'horror. In questo genere la paura nasce soprattutto da ciò che non si vede. L'angoscia dell'invisibile, il potere della suggestione, la costruzione graduale della tensione psicologica sono elementi che appartengono profondamente anche alla nostra serie audio. La sua sensibilità per il ritmo, per l'atmosfera e per la direzione degli attori si traduce con grande efficacia in questo linguaggio. Dracula segna il suo debutto nella regia audio e il risultato è una produzione che riesce a essere allo stesso tempo cinematografica e profondamente intima. I registi provenienti dal cinema portano con sé una disciplina narrativa preziosa: una profonda comprensione del ritmo, della costruzione delle scene e dell'architettura emotiva del racconto, che contribuisce ad elevare la qualità delle produzioni audio. Allo stesso tempo, l’intrattenimento audio narrativo sta sviluppando un proprio linguaggio creativo e stiamo assistendo alla nascita di una nuova generazione di registi e sound designer che pensano alle serie audio come uno dei formati possibili per una storia.

Scamarcio e Porcaroli in Italia, Bailey e Purnell in inglese, Etxeandía e Salas in spagnolo, solo per citarne alcuni: sette cast per un solo titolo. Come si tiene insieme coerenza, dimensione globale di Dracula e una sensibilità che passa tutta dalle voci, cioè dalla cosa più locale che esista? 

AdT. La voce è probabilmente lo strumento più profondamente legato alla cultura di un Paese. Porta con sé accenti, ritmo, sfumature emotive e memoria culturale. È proprio per questo che non ci limitiamo a doppiare: realizziamo veri e propri adattamenti. Ognuna delle sette versioni in lingua di Dracula ha un cast completo composto da interpreti straordinari, che portano nei personaggi la propria autenticità culturale. Il Dracula interpretato da Riccardo Scamarcio non è la traduzione di quello di Jonathan Bailey: è un Dracula italiano, radicato nella sensibilità narrativa italiana. Ciò che garantisce coerenza a livello globale è l'architettura creativa condivisa: la stessa sceneggiatura adattata in ciascuna lingua, la colonna sonora originale di Ilan Eshkeri, il medesimo sound design immersivo e un'unica visione di regia. Il cuore emotivo della storia - il duello psicologico tra Dracula e Mina, la suspense e l'atmosfera gotica - resta identico. Le voci, le interpretazioni e il loro colore culturale, invece, sono autenticamente locali. È il modo in cui operiamo come azienda: un'ambizione globale con un cuore profondamente locale. Dracula rappresenta l'espressione più ambiziosa di questa filosofia.

RachelGhiazza
RachelGhiazza

RachelGhiazza

L'intelligenza artificiale rende ormai riproducibile e manipolabile anche la voce umana. Voi continuate a investire su attori, registi, interpretazioni vere. È anche una dichiarazione d'intenti?

RG. La nostra identità si fonda da sempre sulla voce umana e su produzioni audio di altissima qualità. Dracula rappresenta l'espressione più evidente di questo impegno: cast internazionali di livello in sette lingue, una regista cinematografica, Mary Lambert, pluripremiata al suo debutto nell'audio, una colonna sonora originale e un sound design immersivo. Oggi collaboriamo con il numero più alto di narratori professionisti mai coinvolto da Audible a livello globale. Allo stesso tempo, il potenziale di crescita è enorme. Nel mondo esistono meno di due milioni di audiolibri, a fronte di oltre 100-150 milioni di libri cartacei ed ebook. La maggior parte delle storie non è mai stata ascoltata. L'intelligenza artificiale può essere uno strumento prezioso per colmare questo divario, purché venga utilizzata in modo responsabile e trasparente. La impieghiamo per ampliare la disponibilità di audiolibri, sempre con un'etichettatura chiara e come complemento alla narrazione professionale, mai come sostituzione. Stiamo inoltre mettendo questi strumenti direttamente nelle mani dei narratori. Attraverso la versione beta di Audiobook Creation Exchange (ACX) Voice Replica, i professionisti possono creare e monetizzare una replica riconoscibile della propria voce, da utilizzare per candidarsi a produzioni titolo per titolo. È un modo per ampliare le opportunità mantenendo sempre il controllo creativo.

Viviamo dentro un flusso continuo di immagini e notifiche. L'ascolto è una forma di attenzione alternativa, più intima e meno passiva, o rischia di diventare l'ennesimo contenuto da consumare mentre si fa altro?

RG. L'ascolto è profondamente diverso dallo scorrimento continuo dei contenuti. Invita a rallentare e ad abbandonarsi a una storia. Le nostre ricerche lo confermano: i contenuti audio favoriscono il benessere mentale, aiutano le persone a staccare dalla quotidianità, a rilassarsi e a immergersi nella narrazione. La voce ha qualcosa di primordiale. Tutti siamo cresciuti ascoltando storie raccontate da qualcuno a cui volevamo bene, e quel ricordo emotivo ci accompagna per tutta la vita. Un grande narratore diventa un vero compagno di viaggio. Allo stesso tempo, l'audio si integra perfettamente nella vita quotidiana: possiamo ascoltare una storia mentre siamo in viaggio, cuciniamo o facciamo attività fisica. Non si tratta di una fruizione passiva, ma di un modo per arricchire momenti che altrimenti sarebbero ordinari. È proprio questa intimità a rendere l'audio un'esperienza insostituibile in un'epoca dominata dal sovraccarico di immagini.

In Italia crescono ascoltatori di audiolibri, podcast e serie audio. Che posto occupa il nostro Paese nella strategia europea di Audible e che cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi anni: produzioni originali, talenti, generi, collaborazioni con il cinema?

RG. L'Italia è uno dei Paesi più dinamici e distintivi per Audible. Quest'anno celebriamo il decimo anniversario del servizio in lingua italiana, un decennio durante il quale il pubblico italiano si è distinto in Europa per l'apprezzamento verso la narrativa letteraria. Abbiamo costruito un catalogo che oggi conta oltre 20.000 titoli in italiano, collaborando con editori di ogni dimensione, agenti letterari, case di produzione, attori e professionisti del settore. Dracula rappresenta perfettamente la direzione che vogliamo seguire e testimonia il nostro investimento nei talenti italiani.