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Pedro Costa
Il Premio Robert Bresson, giunto alla ventisettesima edizione, è assegnato al regista portoghese Pedro Costa.
Istituito nel 1999 e assegnato per la prima volta nel 2000, il Premio Robert Bresson viene attribuito ogni anno al regista che «abbia dato una testimonianza, significativa per sincerità e intensità, del difficile cammino alla ricerca del significato spirituale della nostra vita».
Promosso dalla Fondazione Ente dello Spettacolo e dalla Rivista del Cinematografo, sentito il parere del Dicastero per la Cultura e l'Educazione e del Dicastero per la Comunicazione, il riconoscimento è l’unico premio cinematografico al mondo attribuito dalla Santa Sede e uno dei premi collaterali della 83. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia e sarà consegnato al regista sabato 5 settembre alle 16.00 al Lido di Venezia.
Con il conferimento del Premio Robert Bresson, la Fondazione Ente dello Spettacolo e la Rivista del Cinematografo riconoscono in Pedro Costa un autore che ha saputo coniugare radicalità estetica e responsabilità etica, offrendo attraverso il cinema una testimonianza intensa e coerente della ricerca di senso che attraversa la condizione umana.
In occasione del conferimento del Premio Robert Bresson, Pedro Costa sarà protagonista anche di un incontro aperto al pubblico della Mostra, offrendo un'opportunità unica di confronto con uno dei maestri più rigorosi e influenti del cinema contemporaneo.
Nato a Lisbona nel 1959, Pedro Costa ha costruito nell'arco di oltre tre decenni una filmografia originale e riconoscibile. Da O Sangue (1989) a Casa de Lava (1994), da Ossos (1997) a No quarto da Vanda (2000), fino a Juventude em Marcha (2006), Cavalo Dinheiro (2014) e Vitalina Varela (2019, premiato con il Pardo d'Oro al Festival di Locarno), il suo cinema ha saputo dare voce agli ultimi, agli immigrati e agli emarginati, trasformando le loro esistenze in un racconto di straordinaria forza poetica e umana.
Considerato uno degli eredi più autentici della lezione di Robert Bresson, Costa ha sviluppato un linguaggio cinematografico essenziale, fondato sul rigore della composizione, sul lavoro con attori non professionisti e su un rapporto di lunga durata con le persone e i luoghi raccontati. Nei suoi film, la luce, il silenzio e il tempo diventano strumenti attraverso cui interrogare la dignità della persona, la memoria, la sofferenza e la possibilità della speranza.
