(Cinematografo/Adnkronos) – "È molto interessante parlare di leadership femminile in questo momento storico. Per me è importante realizzare un'opera d'arte in un mondo che è dominato dalla presenza maschile. Io cerco sempre di creare una cultura gentile ed empatica nei confronti di tutti. Ed è questo l'elemento che mi ha spinto a raccontare la storia di Ann Lee". A parlare è Mona Fastvold, in concorso all'82esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia con film musicale e biografico 'The Testament Of Ann Lee'. Scritta insieme al marito Brady Corbet (lo scorso anno al Lido con 'The Brutalist'), la pellicola racconta una favola epica ispirata alla vita di Ann Lee, fondatrice degli Shakers, un movimento religioso radicale nato alla fine del XVIII secolo. Lei e i suoi seguaci pregavano attraverso canti e movimenti estatici – atti di devozione tremanti, esuberanti e fisicamente espressivi. "Non condivido la sua fede, ma le riconosco il merito di essersi presa cura degli altri con gentilezza ed empatia, e la creazione di un luogo in cui tutti potevano essere uguali. Ed è qualcosa di molto importante di cui parlare oggi", riflette Fastvold.

Nei panni della protagonista c'è Amanda Seyfried: "interpreto una donna con una profonda devozione nei confronti di Dio e che ha vissuto moltissime esperienze dolorose. Ma nonostante ciò è riuscita a trovare il suo posto nel mondo in un momento in cui le donne non erano in una posizione di primo piano", spiega. Per l'attrice "girare questo film è stata un'esperienza catartica. Mi sono sentita come se fossi parte di quel movimento", ricorda. Un ruolo che ha richiesto una preparazione fisica per l'esecuzione di molte coreografie e brani: "Sono riuscita ad affrontare questa sfida perché sul set mi sono sempre sentita sostenuta", dice Seyfried, che conclude elogiando la sua regista: "La visione di Mona è rara da trovare".