È il miglior critico su piazza. Addirittura, il miglior intelletto oggi applicato al cinema. Di professione però fa altro, ovvero il presidente della Repubblica. Non la nostra, quella francese.

Aprendo il Lumière Summit a Saint-Paul de Vence, dinnanzi al suo omologo sudcoreano e al gotha dell'audiovisivo, Emmanuel Macron ha invocato iniziative globali per tutelare il futuro della Settima Arte e stigmatizzato le minacce insite nel flusso infinito dei contenuti sulle piattaforme social.

Contemplando le reazioni immediate e l'euforia immotivata del "mi piace", ha evidenziato il "paradosso attuale: non abbiamo mai guardato così tante immagini, eppure corriamo il rischio di non vedere nulla".

Ecco, il galletto in chief potrà pure non starci simpatico, ma ne sa e ne fa. Il summit ha adottato risoluzioni su intelligenza artificiale e proprietà intellettuale; contrasto alla pirateria; educazione alle immagini; parità di genere; sostenibilità ambientale delle produzioni.

Sicché, i francesi fratelli del mondo, e noi? Fratelli d'Italia.