La ventitreesima edizione delle Giornate degli Autori, promossa da Anac e 100autori, sarà ricca e continuerà sulla strada tracciata da Giorgio Gosetti. “Dopo l’iniziale sbandamento a seguito della morte di Gosetti abbiamo proseguito con una grande compattezza. Abbiamo pensato costantemente a lui, è stato la nostra bussola, e vogliamo continuare a onorare la sua eredità e ad essere uno spazio indipendente dedicato alla scoperta, al confronto e alla libertà degli sguardi”, sottolineano Francesco Ranieri Martinotti, presidente dell’Associazione Culturale Giornate degli Autori, e la direttrice artistica Gaia Furrer.

Dieci i titoli in concorso della selezione ufficiale delle Giornate degli Autori, che si svolgeranno nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia, dal 2 al 12 settembre. Un solo italiano in competizione ovvero Balcanica di Nicola Sorcinelli, racconto della fuga di un padre e di un figlio, due musicisti afghani attraverso la rotta balcanica, tra controlli e incontri inaspettati con una dottoressa interpretata da Matilda De Angelis.

“Una selezione varia e eclettica – la definisce Gaia Furrer – che viaggia in tanti luoghi e che spazia verso tanti generi dal melodramma al romanzo storico, dal western alla fantascienza fino alla commedia musicale. Per la prima volta la Nigeria sarà in concorso (rappresentata dal melodramma familiare Dear Ajayi di Damilola Orimogunje, ndr). Il filo rosso di quest’anno? Sono tutti film i cui protagonisti si spostano, attraversando confini geografici, interiori e psicologici. Sono film vivi che partono in un modo e diventano altro. È come un’anguilla questa selezione e non è scontato dove porti”.

Ad aprire il concorso sarà il lungometraggio dell’ungherese Lili Horvàt, My Notes on Mars, un film di fantascienza romantica su una scienziata con Mackenzie Davis e Rupert Friend. Mentre chiuderà la selezione Une femme aujourd’hui del francese Robert Guédiguian che torna a interrogarsi sulla ricerca di verità e giustizia da parte di una donna che ha subito violenza da un suo collega. Il film che uscirà poi nelle sale grazie a Officine Ubu.

Une Femme Aujourd'hui
Une Femme Aujourd'hui

Une Femme Aujourd'hui

(Agat Films / Bibi Film / Arte France Cinema)

Per la sezione Notti Veneziane, realizzate in accordo con Isola Edipo, sono nove i titoli: “da originali biopic a lungometraggi di finzione sono tutti film che parlano del nostro presente e che ci fanno capire che in Italia c’è ancora una grande vitalità nel cinema indipendente”, commenta Gaia Furrer. Inaugura la sezione Roberta Torre, che torna a Notti Veneziane dopo Le Favolose, con Scarpe Rotte, un’opera liberissima ambientata nella Roma della seconda guerra mondiale, con Barbara Ronchi protagonista nel ruolo della scrittrice Natalia Ginzburg. Nella selezione: Anatomia di un ritratto di Francesco Clerici e Mattia Colombo, con Sara Drago, un film sulla figura dimenticata di Fernanda Wittgens, la prima donna alla guida della Pinacoteca di Brera; Auber 89 di Giuseppe Schillaci (coprodotto con la Francia) sulla trasformazione di una periferia, prima spazio di speranza e ora di emarginazione; Domenica capitale – Genere domenicale di Giovanna Giuliani, sulla connessione umana come forma di resistenza con protagoniste due donne in pensione; La leggenda del deserto di Elisabetta Giannini, doc sui campi profughi Sahrawi e il doc su una giornalista radio che indaga su un delitto avvenuto negli anni ottanta nell’Italia centrale ovvero Memoria del lampo di Riccardo Giacconi.

E poi ancora: il western contadino Uno si distrae al bivio di Alessandra Lancellotti e Il mestiere di Beppe Tufarulo, una coproduzione Italia, Francia e Belgio, con protagonista Luigi Lo Cascio nei panni di uno stralunato imbalsamatore in un Sud d’Italia sospeso. Chiude la sezione Notti Venezianne il film Si sveglia e sbadiglia, il gatto; poi l’amore di Federico Francioni e Samuele Sestieri, su un’attrice precaria a Roma, un racconto sul disorientamento di una generazione.

Tre i film italiani fuori concorso: il doc Carla Lonzi, dentro e fuori dal mondo di Francesca Archibugi, sulla femminista e critica d’arte Carla Lonzi, un lungometraggio pieno di materiale d’archivio inedito; Se venisse anche l’inferno di Samuele Rossi sulle vicende di un giovane partigiano e Il massacro di Cosimo Messeri, un racconto sulla solitudine lavorativa e sentimentale, sulla fragilità dei legami contemporanei e una riflessione sulla possibilità di ricominciare. Chiude il fuori concorso il film francese Peau d’homme di Léa Dommenach, commedia sentimentale queer e femminista con due grandi attrici: Karin Viard e Catherine Deneuve.

Si rinnovano alcune importanti collaborazioni: quella con Miu Miu incarnata dal progetto Miu Miu Women’s Tales e quella con Bookciak, Azione!, che come lo scorso anno chiuderà le Giornate degli Autori e la quarta edizione del premio Le vie dell’immagine, organizzato dalle Giornate con la Fondazione Ente dello Spettacolo e Cinematografo e dedicato agli artisti capaci di attraversare diversi linguaggi visivi. Siae, oltre ad assegnare come di consueto il Premio Andrea Purgatori alla Carriera e il Premio al talento creativo, da quest’anno sarà main sponsor della manifestazione.

Infine conclude il regista Andrea Segre: “Ci siamo chiesti cosa fosse giusto dedicare a Giorgio Gosetti. Abbiamo pensato di fare crescere una sua idea: nasce Laguna Film Lab-Residenza Artistica Giorgio Gosetti, una nuova residenza artistica che si svilupperà nell’arco dell’intero anno e porterà alla realizzazione di un film collettivo”.