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Louis Theroux: dentro la manosfera
“It’s a Man, Man, Man World”, ma non c’è James Brown a cantare, bensì una manica di influencer, podcaster, youtuber a berciare, accomunati dalla lettera alpha, dal verbo sessista, dall’eloquio prepotente. Di pillola – vi ricordate Matrix? – han preso quella rossa, ché loro sanno come smascherare, meglio, fottere il sistema e raccontarla giusta a migliaia di follower, anche oltre i media mainstream, laddove Telegram è il refugium peccatorum e i subscribers la nuova frontiera del proselitismo.
Sono Harrison Sullivan, Justin Waller, Myron Gaines e Sneako, tutti tipini fini, ma assai musclé, pettorali in bella vista e una vita in vacanza, da Ibiza a Marbella, in fuga dal fisco e dalla legge, ma perennemente in streaming.
Benvenuti nella manosfera, qualunque cosa voglia dire, a indagare è il documentarista di estrazione BBC Louis Theroux, che grazie a “un accesso esclusivo e senza filtri”, Netflix ha fatto anche cose buone, indaga “la rete della mascolinità radicale e i suoi controversi influencer”, gettando il neurone oltre l’ostacolo sinaptico provvisto dagli stessi.
Con un problema, però: ci sono o ci fanno? Ci fanno, soldi, sicché chi la spara più grossa e lercia più incassa, chi più “misoginizza” più monetizza. Il più trasparente è Harrison Sullivan, aka HSTikkyTokky, un 23enne influencer che predica “bene” e razzola male, aborrendo le stesse, ehm, creator di Only Fans che promuove sui suoi canali, e a precisa interpellanza sull’incoerenza risponde: “Per soldi”.
È la manosfera, e non ci possiamo fare nulla, eccetto buttare lì dei sinonimi, androsfera e maschiosfera, qualche correlato, da incel a red pill, qualche cognome, i famigerati fratelli Andrew e Tristan Tate, e qualche sintomo: aggressività, vittimismo, antifemminismo.
Giornalista e documentarista inglese, Theroux punta a farli contraddire, si insinua tra l’immagine pubblica che proiettano e la (contro)immagine privata che custodiscono, perché il podcast è una cosa, la casa un’altra e sovente antitetica, anche nel rapporto con il femminile.
Ce n’è, comunque, per tutti i gusti nel paradiso terrestre dei “veri uomini”: il primo comandamento è l’engagement degli allocchi, e all’uopo concorrono maschilismo sistemico, antisemitismo alla bisogna, sessismo à la carte, sottoculture a piacere.
Abbonamenti a contenuti speciali, iscrizioni a gruppi e corsi, pubblicità di trading online, i manosferisti di questo campano, e pure di connivenza con la politica, segnatamente trumpiana: Waller e gli altri rivendicano vicinanza, influenza, consustanzialità, e forse il secondo mandato di The Donald deve loro qualcosa.
Lo trovate su Netflix, il documentario Louis Theroux: dentro la manosfera, e in fondo a destra, le talking (dick)heads.
