(Cinematografo/Adnkronos) - "Abbiamo attraversato altri momenti difficili e questo è uno di quelli. C'è un termine fantastico, 'kakistocracy', che indica un Paese governato dalle persone meno qualificate. Penso che forse in questo momento ci troviamo proprio in una cachistocrazia, ma ce la facciamo". Così George Clooney durante la conferenza stampa a Venezia 83, dove questa sera riceverà il Leone d'oro alla carriera, in merito all'attuale situazione politica degli Stati Uniti. E osserva: "Oggi c'è l'idea che la crudeltà sia alla base di tutto e che essere crudeli e scortesi faccia parte del divertimento. Dov'è finito il senso della decenza? Supereremo anche questo".

L'attore hollywoodiano questa sera riceverà il Leone d'oro alla carriera Lido di Venezia, 2 set. - (Adnkronos) - "Ho due bambini di 9 anni e ho smesso di fare il regista per passare più tempo con loro. Un film da attore mi impegna per circa tre mesi; un film da regista, invece, è un lavoro che dura un anno intero e non lo posso più fare. È divertente essere tornato a fare l'attore, mi piace". Così George CLOONEY durante la conferenza stampa a Venezia 83 dove questa sera riceverà il Leone d'oro alla carriera. L'attore ha poi spiegato come sono cambiate le sue priorità professionali: "Cosa mi consigliare a scegliere un film? Moltissime cose. Il copione resta fondamentale, così come il regista. Oggi, però, la decisione dipende sempre di più dal 'dove' e dal 'quando'. Ho una vita personale e nuove priorità. Quando ero nel pieno della carriera, mi capitava di fare anche tre film all'anno; ora non più. Prenderci cura degli altri e della nostra vita fa parte del percorso, bisogna accettare il cambiamento".

Il tema dell'età e del bilancio di una vita riecheggia anche nel suo film presentato lo scorso anno alla Mostra, 'Jay Kelly', in cui Clooney interpretava un attore che, in attesa di ricevere un premio, rifletteva sulle proprie scelte. A questo proposito, ha detto: "Ho 65 anni ea questa età tutto assume un velo di malinconia, anche quando mi lavo i denti. Però, allo stesso tempo, sono anche molto fortunato: ho una moglie che amo e due figli meravigliosi. La vita per me è bella. Nonostante ci siano tante cose che non vanno nel mondo e si abbia la tendenza a sentire il peso dei problemi, dobbiamo sempre ricordarci di festeggiare le tante, tantissime cose belle che abbiamo". Non mancano i progetti futuri, soprattutto con gli amici di sempre. Clooney ha confermato la volontà di tornare a lavorare con i suoi storici colleghi: "Con Brad (Pitt, ndr) e Matt (Damon, ndr) farei qualsiasi cosa. Non appena i nostri impegni lo permetteranno, torneremo a lavorare insieme".

L'attore ha dedicato una riflessione a un tema a lui molto caro, il cambiamento climatico: "Siamo in un momento storico in cui persone potenti negano che la scienza sul cambiamento climatico sia reale. Ma prima o poi le cose dovranno cambiare. Io ho amici in due villaggi nel sud della Francia che hanno perso le loro case. Quest'estate eravamo a Como e anche lì ci sono stati incendi devastanti. Dobbiamo pensare a come aiutare queste persone. Sono ottimista: anche se la situazione è critica, prima o poi avremo governi che decideranno di affrontare seriamente la domanda".

Clooney difende Mark Ruffalo dopo che Paramount Skydance lo ha accusato di aver utilizzato "stereotipi antisemiti" nella sua critica alla fusione con Warner Bros. Discovery: "Sostengo il suo diritto di esprimersi liberamente. È ridicolo. Non possiamo censurare la libertà di parola. È fondamentale: è così che funziona la democrazia". Ruffalo aveva sottolineato i legami tra Paramount Skydance - guidata dall’amministratore delegato David Ellison - e Oracle, la società tecnologica fondata dal padre di quest'ultimo, Larry Ellison, e l'establishment della difesa di Israele. L’attore aveva inoltre accusato la famiglia Ellison di essere "complice del genocidio" dei palestinesi.

Parlando della fusione, Clooney l’ha definita "una questione complicata" e ha ammesso di non comprenderne la logica industriale: "Non vedo come l’operazione possa avere senso finanziariamente per chi la sta portando avanti. Vedremo. Mi preoccupa quando una grande azienda ne inghiotte un’altra: significa che molte persone perderanno il lavoro", ha concluso.

Sul giornalismo: "Lo stato del giornalismo è in discussione. Le persone più ricche del mondo possiedono il Washington Post e X, e questo è preoccupante". Clooney chiama in causa Jeff Bezos e Elon Musk parlando del mondo dell'informazione oggi. Eppure rimane ottimista. "C'è molto spazio per i grandi giornalisti. Credo fermamente che l'informazione libera troverà il modo di venire a galla", conclude l’attore, che nel 2005 ha portato sul grande schermo 'Good Night, and Good Luck', presentato a Venezia nello stesso anno: un omaggio personale a suo padre, Nick Clooney, giornalista e conduttore televisivo per molti anni.

La star di Hollywood si è detta anche preoccupata per le complicazioni che l'Ia comporterà per gli attori: "L'intelligenza artificiale diventerà una parte molto importante di questo settore, ma ci danneggerà in molti modi". La preoccupazione c’è, ma l’ironia non gli manca mai: "Vorrei evitare di finire in una pubblicità di assorbenti vent’anni dopo la mia morte", conclude.