Come stai? Hai voglia di ridere, di piangere, o di passare una serata tranquilla? E soprattutto, quanto tempo hai?
Avete presente quell’interminabile ricerca del film perfetto, finché non si fa troppo tardi e amen sarà per un’altra volta? Netflix non ci sta. La soluzione si chiama AI Discover, una nuova sezione dell’app televisiva che mette l’intelligenza artificiale al lavoro sulla più estenuante delle domande: “Che vediamo?”.

Annunciata dallo stesso gigante dello streaming, la sperimentazione parte da un gruppo ristretto di abbonati negli Stati Uniti che utilizza Netflix in inglese su televisori compatibili. Nessuna data, per ora, per l’Italia.
Il percorso comincia da un tema. Qualcosa di leggero, una botta di adrenalina, una serata in famiglia, una visione possibilmente breve che ho sonno.
Ogni proposta viene accompagnata da una clip. Scelta una direzione, il sistema suggerisce titoli e permette di affinare la ricerca. Si possono chiedere alternative e segnalare le raccomandazioni da non riproporre. L’AI contribuisce a generare i temi e l’esperienza si adatta alle indicazioni ricevute. Netflix presenta il tutto come un esperimento, con alcune funzioni che potrebbero poi entrare nell’interfaccia principale. In fondo è il sostituto dell’amico cinefilo a cui chiedere consigli.

Tutta questa premura per l’umore nostro arriva in un momento in cui quello aziendale è sotto i piedi. Come raccontava Federico Pontiggia su Cinematografo, ottobre ha portato tagli al personale e l’uscita del responsabile dei film Dan Lin, riaprendo la discussione sul valore dei lungometraggi per la piattaforma e sullo spazio da concedere loro in sala.
Certo, Netflix continua a crescere: nel terzo trimestre ha registrato ricavi per 12,9 miliardi di dollari, il 12% in più rispetto a un anno prima. Gli investitori, però, guardano con inquietudine al rallentamento della crescita e alle prospettive pubblicitarie. Il catalogo può anche essere sterminato ma il tempo dello spettatore quello resta. AI Discover è in parte la risposta a questa constatazione, perché aiuta l’abbonato a trovare qualcosa in tempi ragionevoli, anziché passare la serata a scorrere o cambiare canale.

Male che vada ci trattiene colpendo basso. Dietro il cortese “come ti senti?” non c’è anche l’interessato “resti ancora un po’?”.
Pazienza se finiremo per scegliere l'ovvio, anzichè farci portare dove non pensavamo di andare.
C’è dell’altro. Con AI Discover Netflix ci invita a dichiarare l’umore, aggiungendo alle preferenze già raccolte e alle indicazioni su chi siamo, informazoni su come ci gira in quel momento. Un altro step nel grande disegno della profilazione.
Contenti tutti, contenta Netflix.