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Actor, Producer MARGOT ROBBIE as Catherine Earnshaw in “Wuthering Heights,” a Warner Bros. Pictures Release.
Mettiamola così: chi ha amato Cime tempestose e desidera ardentemente una trasposizione illustrativa che non tradisca l’idea che si è fatto leggendo la storia di Catherine e Heathcliff, ecco, smanetti un po’ con i sistemi di intelligenza artificiale e si crei la versione che meglio s’attaglia al suo gusto. Non c’è niente di peggio dei lettori pedanti, non solo incapaci di capire che tradurre è sempre tradire – figuriamoci un libro scritto centosettantanove anni fa – ma anche indisponibili a vedere qualcosa un minimo ardito.
E in fondo tutto sta nelle virgolette che incorniciano “Cime tempestose”: quella di Emerald Fennell è un’interpretazione personale del romanzo di Emily Brontë, una rivisitazione emotiva che si fonda sulle suggestioni e sulle sensazioni della regista e non su una meccanica trascrizione per immagini. In questo senso è l’esatto opposto – e, va da sé, lo spauracchio – dei fautori della versione didascalica: Fennell è la lettrice che esplora, sventra, ripensa un libro che ha amato, l’autrice di una celebrazione che agli occhi degli altri – cioè la maggioranza dei lettori – è lesa maestà.


(L-r) JACOB ELORDI as Heathcliff and Actor, Producer MARGOT ROBBIE as Catherine Earnshaw in “Wuthering Heights,” a Warner Bros. Pictures Release.
(Photo Courtesy Warner Bros. Pictures.)È la fanfiction elevata a blockbuster, con gli 80 milioni di dollari (promozione esclusa) della Warner al posto della piattaforma gratuita Wattpad: l’ammiratrice – che a sua volta è un’autrice – riscrive e trasforma l’opera originale, rielaborandone il palinsesto (i personaggi, le storie, i luoghi, le relazioni). Niente di nuovo: Cinquanta sfumature nacque come fanfiction di Twilight e il suo passaggio (milionario) in libreria dimostrò il valore commerciale di una pratica che avviene al di fuori del mercato.
Come Fennell, anche Charli XCX, la cantautrice britannica esplosa definitivamente con l’album Brat (così d’impatto da definire la tendenza dell’estate 2024), ha fatto la sua fanfiction, componendo le canzoni originali per “Cime tempestose” (la colonna sonora è di Anthony Willis), un po’ sulla scia di Kate Bush che scrisse l’hit Wuthering Heights dopo aver visto l’adattamento di Robert Fuest (1970), letto il romanzo e scoperto di essere nata nello stesso giorno di Brontë.


JACOB ELORDI as Heathcliff in “Wuthering Heights,” a Warner Bros. Pictures Release.
(Photo Courtesy Warner Bros. Pictures.)E come Cinquanta sfumature, “Cime tempestose” legge la storia tra Catherine e Heathcliff come un devastante, logorante, asfissiante amore tossico incardinato sulle pratiche BDSM: la degradazione canina (curioso che capiti anche in Pillion, la controproposta per le nostre sale a San Valentino), il dirty talking, la manipolazione, il sadomasochismo. D’altronde parliamo di film che inizia con una condanna a morte e Catherine che nota un imbarazzante effetto collaterale all’altezza della patta dell’uomo pronto a essere impiccato. Amore e morte, sempre lì.
Elizabeth Hardwick lo definì “il romanzo di una vergine” giacché poco sensuale, ma per Fennell il cuore della faccenda è proprio qui: per lei “Cime tempestose” è un melodramma depravato che non può non rivelarsi come sontuoso softcore. Apparentemente qualcosa di bizzarro considerando il suo pubblico di riferimento, quella GenZ che recupera i classici (il #BookTok, cioè il club del libro di TikTok) e attraversa una vera e propria regressione puritana in cui l’eros è eluso, temuto, visto con scetticismo.


(L-r) Director, Writer, Producer EMERALD FENNELL, Cinematographer LINUS SANDGREN, Actor, Producer MARGOT ROBBIE and JACOB ELORDI on the set of “Wuthering Heights,” a Warner Bros. Pictures Release.
(Jaap Buitendijk)Quello di Fennell è sì un teatro delle carni completamente stilizzato in cui non si vede né un capezzolo né una chiappa, ma – colpo di coda dell’autrice di Saltburn – è anche tutto delegato alle dita. Con due divi immacolati, che arrivano da quell’Australia colonizzata dagli inglesi nel periodo narrato da Brontë: Margot Robbie che non fa niente per non essere Margot Robbie (non solo Barbie riscritta con Greta Gerwig: è una delle attrici più potenti e intelligenti in circolazione ed è anche la co-produttrice del film) e Jacob Elordi che offre una variante iperrealistica di Jacob Elordi (statuario, ambiguo, ammiccante, addirittura ridotto a funzione decorativa quando cavalca verso il tramonto).
Poi, che dire, “Cime tempestose” è un romance sovraccarico e barocco, calato in uno Yorkshire onirico e surreale, pieno di divagazioni astratte ed anacronistiche (le due magioni sono emblematiche), che si serve del casting meticcio (la diabolica domestica Hong Chau, il Lipton del mediorientale Shazad Latif) per litigare con gli hater di Bridgerton e intercettare quella riflessione sul razzismo che Brontë delegava ad Heathcliff. Una fantasia sessuale che arde nella brace della putrefazione romantica, una grossolana rivisitazione contemporanea che si butta nell’arena per farsi detestare: dopotutto si parla di degradazione, no?


(L-r) Actor, Producer MARGOT ROBBIE as Catherine Earnshaw and JACOB ELORDI as Heathcliff in “Wuthering Heights,” a Warner Bros. Pictures Release.
(Photo Courtesy Warner Bros. Pictures.)
