Pensavate che Fleabag, con la sua narrazione schietta delle relazioni sentimentali, avesse riscritto i canoni dell'amore e del romanticismo moderno? Invece eccoci pronti a struggerci, per il San Valentino 2026 al cinema, con due film di quasi quarant'anni or sono. Non è un caso partire da una serie televisiva per affrontare il tema della penuria di idee originali in sala. L'assenza di novità nel cinema romantico è una delle spie più evidenti della mancanza di rinnovamento all'interno del cinema popolare.

Non solo non ci sono film sentimentali originali per questo 14 febbraio, ma siamo di fronte a un trend che riguarda tutto il cinema tutto l'anno. I remake di film di successo e le riduzioni da altre opere esistono dall'alba del cinema, e nel tempo ci sono state operazioni interessanti. Ma stupisce un po' la disarmonia delle opzioni in sala.

JACOB ELORDI as Heathcliff and Actor, Producer MARGOT ROBBIE as Catherine Earnshaw in “Wuthering Heights,” a Warner Bros. Pictures Release.
JACOB ELORDI as Heathcliff and Actor, Producer MARGOT ROBBIE as Catherine Earnshaw in “Wuthering Heights,” a Warner Bros. Pictures Release.

JACOB ELORDI as Heathcliff and Actor, Producer MARGOT ROBBIE as Catherine Earnshaw in “Wuthering Heights,” a Warner Bros. Pictures Release.

La proposta di punta romantica è Cime tempestose, settima trasposizione del classico della letteratura inglese di Emily Brontë, qui scritto e sceneggiato da Emerald Fennell. Anche la rom-com erotica Pillion – Amore senza freni, è un adattamento del romanzo Box Hill di Adam Mars-Jones. Non che la serialità non si cannibalizzi e non ricalchi all'infinito il passato, ma almeno porta qualche traccia di innovazione che il cinema popolare sembra aver abbandonato quasi completamente.

Dunque in sala torneranno Pretty Woman e Ghost: è già tanto che non sia riuscito Titanic. Probabilmente soltanto perché è tornato al cinema poco tempo fa per il venticinquesimo avversario. Non che in principio questi film fossero stati pensati come uscite di San Valentino, ma sono esempi talmente vincenti all'interno del genere sentimentale da essere diventati quasi degli alfieri del brand dedicato al santo del romanticismo.

Pretty Woman
Pretty Woman

Pretty Woman

Insomma, pare un po' un Groundhog Day (2 febbraio, "il giorno della marmotta", poco prima della festa degli innamorati), cioè il titolo originale di un altro classico strepitoso della commedia romantica, quel Ricomincio da capo in cui il cinico e burbero Bill Murray imparava a "cogliere l'attimo" e ad amare la dolce Andie MacDowell rivivendo all'infinito la stessa giornata. Un piccolo meme geniale, abbastanza diffuso sui social, recita: "Dovrebbero annunciare un sequel di Ricomincio da capo e poi distribuire nuovamente l'originale" – la quadratura del cerchio.

Riuscirà il cinema a rigenerarsi e a farci di nuovo innamorare rivivendo costantemente il passato mediante continue riproposizioni di classici pop in sala? Probabilmente no, ma il loop temporale, come ci insegna la narrativa di fantascienza, può venire spezzato anche da un evento esterno. Insomma, al cinema gioverebbe un film romantico che profumi di novità, una love story di cui non conosciamo in anticipo la sorte, nel bene o nel male. Nella vita vera o nella finzione, veder nascere una nuova coppia non è mai banale: sono due universi che entrano in contatto, magari con mille difficoltà da superare – Romeo e Giulietta docet.

Sul grande schermo abbiamo esplorato forme e contaminazioni del romance con altri generi, dal distopico Se mi lasci ti cancello o 2046 al drammatico In the Mood for Love (in sala l'anno scorso nei giorni successivi a san Valentino) e molti altri – anche se questi titoli sono più vicini a un'idea di cinema arthouse che all'universo mainstream, quello più propenso a lucrare sulla riproposizione del passato. Eppure ci sono modi per guardarsi indietro creativamente dando vita a universi originali e profittevoli – come esempio potrebbe bastare Ritorno al futuro (1985). Forse è più facile continuare a osservare, attraverso le lenti rosa della nostalgia, un passato relativamente recente, per poi chiudere gli occhi a un presente sempre più ad alta risoluzione, ma anche sempre più sfocato nel senso e nell'originalità.