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Va be’, direte, con i francesi non c’è storia. A Cannes giocano in casa, e sono appunto i francesi. Grandeur, sciovinismo ma molto produttivo e coproduttivo, i galletti se la comandano: nulla di nuovo sotto il sole cinematografico.
Prendiamo, dunque, a fronte del nostro zero relativo a Cannes79 i tedeschi.
Con la Francia confinano pure loro, e non sono per immagini e suoni ‘sti mostri: nel senso, possiamo raffrontarci, anche se non dovrebbe esserci partita – a nostro favore.
A proposito, vi ricordate Italia - Germania 4 a 3? Ebbene, dimenticatela, perché qui, a Cannes 2026, le prendiamo, eccome se le prendiamo dai – si può dire? - crucchi.
In Concorso hanno The Dreamed Adventure di Valeska Grisebach; a Cannes Première Visitation di Volker Schlondorff; a Un Certain Regard I’ll Be Gone in June di Katharina Rivilis; alla Semaine de la Critique “Vaterland” or a Bule Named Yanto di Berthold Wahjudi; a La Cinef Growing Stones, Flying Papers.
Poi un tot di coproduzioni minoritarie: quattro in Concorso, una a Première, tre a Un Certain Regard, due alla Quinzaine des cinéastes, tre alla Semaine de la Critique. Insomma, loro tanti, noi pochi.
Altro che undici contro undici, e palla al centro: abbiamo già perso, e un Rivera no, sulla Croisette non si vede.



