Venom – La furia di Carnage

A furor di botteghino, il protettore letale torna in un sequel: imbarazzante

12 Ottobre 2021
1,5/5
Venom – La furia di Carnage
Venom in VENOM: LET THERE BE CARNAGE.

Gli 850 milioni di dollari rastrellati – al di là di ogni più rosea previsione – da Venom nel 2018 reclamavano il sequel, ed ecco Venom – La furia di Carnage, con Andy Serkis – chi gli ha fatto credere di essere un regista, diamine, chi? – che prende il posto di Ruben Fleischer dietro la macchina da presa.

Stavolta Eddie Brock (Tom Hardy, prova elementare per un ruolo alimentare) trasferisce inavvertitamente il suo sangue alieno a un serial killer, Cletus Kasady (Woody Harrelson), che fugge dalla programmata esecuzione della pena di morte con l’aiuto dei suoi appena acquisiti tentacoli. Ribattezzatosi Carnage, impiega la propria furia a rintracciare Brock e Venom e il vecchio e mai dimenticato amore di gioventù, Frances, AKA Shriek (Naomie Harris), il cui urlo è può uccidere.

Nel cast anche Michelle Williams, che interpreta nuovamente il personaggio di Anne Weying, Reid Scott e Stephen Graham, Venom: Let There Be Carnage è basato sui Marvel Comics, con un soggetto di Tom Hardy e Kelly Marcel, che firma in solitaria la sceneggiatura.

L’aggetto poetico è da film per bambini, anzi, poppanti, la scansione drammaturgica imberbe e imbelle, gli scontri tra il protettore letale Venom e il suo fresco emulo coreografati con confusione e imperizia, i personaggi di contorno tagliati con l’accetta o, se preferite, inchiostrati alla cieca, insomma, un disastro.

Noioso, e imbarazzante, altro che furia.

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