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Rhea Seehorn in Pluribus
La persona più infelice della Terra deve salvare il mondo dalla felicità. Un virus ha infettato tutti gli abitanti del pianeta, rendendoli sempre sorridenti e gentili. Ma non Carol Sturka, una donna di mezza età di Albuquerque, Nuovo Messico, che ha una carriera di successo come scrittrice di romanzi rosa e una moglie amorevole. All’improvviso però Carol si ritrova sola, insieme ad altre 11 persone nel mondo rimaste immuni all’epidemia che rende tutti felici, forse troppo felici.
Pluribus è la nuova serie dello scrittore e regista Vince Gilligan, creatore di Breaking Bad e co-creatore di Better Call Saul. Una dramedy fantascientifica, già rinnovata per una seconda stagione, che mescola diversi generi, fondendo la suspense di un thriller, l'intrigo di un mystery e l'umorismo nero della realtà. Protagonista è una brillante Rhea Seehorn, che ha ottenuto due nomination agli Emmy per la sua interpretazione in Better Call Saul, ora nel ruolo di una misantropa contemporanea, i cui scatti d’ira possono mandare in crisi l’intera umanità. E pluribus unum.


Pluribus
Il motto degli Stati Uniti che, tradotto dal latino, significa "da molti, uno”, ha ispirato al creatore il titolo di questa serie post-apocalittica in cui gli esseri umani sono interconnessi e appagati nel loro innato desiderio, essere felici. Il mondo come noi lo conosciamo improvvisamente cessa di esistere. Ma non finisce con un botto da fine del mondo. Inizia con un sorriso.
Tutti sul pianeta vivono in uno stato di beata convivenza dopo un misterioso evento che ha unito le menti di quasi tutti gli esseri umani. Hanno perso la loro identità e sono diventati parte integrante di una collettività onnisciente. Tutti tranne Carol, che invece si sente molto sola in questa strana nuova realtà. Nel tentativo di aiutarla a orientarsi nel nuovo mondo, le viene assegnata un’accompagnatrice, Zosia (Karolina Wydra). Ma Carol vorrebbe soltanto che tutto tornasse come prima.
Altri dei 12 sopravvissuti, invece, come per esempio il signor Diabaté (Samba Schutte), un dandy della Mauritania dal look ispirato a Cher, sembra godersi questo nuovo mondo pacifico, senza criminalità né discriminazioni. Vive circondato da belle donne e da tutti i lussi, mangia il cibo più raffinato e beve i vini più pregiati. Perché mai dovrebbe volere che il mondo torni com'era prima? L’unico interessato a sostenere Carol è Manousos (Carlos-Manuel Vesga), un uomo dai saldi principi, che dal Paraguay parte per unirsi alla sua lotta.
Attraverso numerosi colpi di scena, destabilizzanti scoperte e geniali trovate, seguiamo Carol con una domanda fissa in mente: è un mondo post-apocalittico, un’utopia o una distopia? La risposta implica diversi livelli di lettura e argomentazioni contrastanti che rendono così originale quest’opera profondamente sperimentale e filosofica.


Pluribus
Pluribus solleva numerosi interrogativi sul libero arbitrio, sull’organizzazione della società e sulla forma politica ideale. L'individualismo è più importante dell'armonia? L'espressione di sé conta più della pace? È meglio essere felici ma dipendenti da una volontà collettiva oppure individui imperfetti ma liberi? Pluribus mantiene un’efficace ambiguità che invita ad avanzare di episodio in episodio nonostante l’atmosfera tanto inquietante quanto realistica.
Non è difficile intravedere nel nuovo mondo di Carol la nostra società affascinata dall’intelligenza artificiale, che promette progresso al prezzo di fondere tutta l'intelligenza umana in un'unica mente collettiva. Gilligan è un maestro nel disorientare lo spettatore, ma allo stesso tempo nel guidarlo in una narrazione dirompente, che potrebbe prendere una direzione sempre diversa. Probabilmente una buona dose di sarcasmo e un necessario ottimismo possono salvarci anche alla fine del mondo.
