Nelle tue mani

Low-budget, HD e tormenti: gli effetti sentimentali di Peter Del Monte contro i furbetti del cinemino italiano

13 Marzo 2008
Nelle tue mani
Marco Foschi e Kasia Smutniak
in una scena del film

“Tormentatissima storia d’amore tra due non ventenni, cosa rara nel panorama cinematografico italiano, Nelle tue mani nasce dalla mia predilezione per personaggi femminili instabili: rifletto sul rapporto tra l’ordine e il caos, con un astrofisico abituato a esplorare l’ignoto cosmico e una donna, Mavi, che irrompe nella sua vita con la violenza di un meteorite”. Parola di Peter Del Monte, che torna a girare in alta definizione vent’anni dopo il pioneristico Giulia e Giulia. Distribuito da Teodora, prodotto da Roberto e Mattia Levi, budget inferiore ai 700mila euro, regista e attori senza cachet, Nelle tue mani è interpretato da Marco Foschi (astro teatrale, Fame chimica al cinema) e la quasi-deb Kasia Smutniak, a cui Del Monte chiede tantissimo: immediatezza, naturalezza e semplicità, per portare sullo schermo una liaison pericolosa, perché prosaicamente normale. Tira e molla, strappi e affondi, dipartite e rentrée, un’unica certezza: l’amore disperato che unisce Mavi e Teo, così disperato da non curarsi nemmeno di buchi di sceneggiatura, incongruenze drammaturgiche e salti spazio-temporali da sci-fi sentimentale. Poco male, rispetto ai canoni del nostrano giovanilismo cinematografico, Nelle tue mani è una piacevole e – purtroppo – innocua estroversione: un film che un po’ se ne frega (anche della coerenza…), sociopatico, non allineato ai tanti furbetti del cinemino tricolore. Prendere o lasciare.

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