La spia – A Most Wanted Man

Corbijn non convince come spy director nel commiato di Philip Seymour Hoffman

29 Ottobre 2014
2/5
La spia – A Most Wanted Man
La spia - A Most Wanted Man

Electrical Storm e All I Want is You, i due migliori video degli U2, capolavori in bianco e nero firmati Anton Corbijn. Vette altissime di cinema racchiuso in pochi minuti e base per quel gioiello straordinario, maltrattato dalla nostra distribuzione, che è Control, biopic di Ian Curtis, genio tragico dei Joy Division.
Sarebbe bello rivedere il fotografo e cineasta olandese a questi livelli di eccellenza per il grande schermo. Invece, dopo il passo falso del veicolo abruzzese di George Clooney, The American, rieccolo alle prese con una spy story e un imbolsito agente segreto che cerca di dare il suo contributo per “rendere il mondo un posto più sicuro”.
La spia – A Most Wanted Man, tratto dal romanzo omonimo di John Le Carrè, non si distacca da un andamento lento per intreccio, complicato come il genere richiede, e per la dolente interpretazione di Philip Seymour Hoffman, teutonico Smiley sconfitto dalla vita in cerca di riscatto, sorta di testamento dell’attore prematuramente scomparso.
Un buon cast di contorno, alcune belle intuizioni visive, molta freddezza e poche emozioni. Visto il materiale a disposizione, si poteva fare meglio. Aspettiamo tempi migliori, Mr. Corbijn.

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