(Cinematografo.it/Adnkronos) – Jeremy Thomas, tra i più rispettati produttori indipendenti della storia del cinema britannico, è morto nella tarda serata di venerdì 11 settembre nella sua casa di campagna nell’Oxfordshire, circondato dalla famiglia e dagli affetti più cari, secondo quanto comunicato dal suo staff a "Variety". Nel corso di una carriera durata oltre mezzo secolo, Thomas ha prodotto più di 80 film, sostenendo il cinema d’autore internazionale e lavorando con alcuni dei registi più originali e innovativi degli ultimi decenni. Fondatore della Recorded Picture Company e successivamente cofondatore di HanWay Films, ha contribuito alla realizzazione di opere che hanno segnato il cinema contemporaneo.

Il riconoscimento più prestigioso arrivò nel 1988 con "L’ultimo imperatore"" di Bernardo Bertolucci, premiato con nove Oscar, tra cui quello al miglior film, assegnato anche a Thomas. Il produttore britannico avrebbe poi collaborato con Bertolucci per oltre 17 anni, realizzando anche "Il tè nel deserto", "Piccolo Buddha", "Io ballo da sola" e "The Dreamers - I sognatori".

La sua filmografia comprende alcuni dei titoli più significativi del cinema internazionale. Tra le opere prodotte figurano "Furyo" di Nagisa Oshima, "Il pasto nudo" e "Crash" di David Cronenberg, "Sexy Beast - L’ultimo colpo della bestia" di Jonathan Glazer, "Brother" di Takeshi Kitano, "Tideland - Il mondo capovolto" di Terry Gilliam, "Fast Food Nation" di Richard Linklater, "Solo gli amanti sopravvivono" di Jim Jarmusch, "Il racconto dei racconti", "Dogman" e "Pinocchio" di Matteo Garrone, oltre a numerosi film di Wim Wenders, Jerzy Skolimowski e Takashi Miike. Thomas ha continuato a lavorare fino agli ultimi mesi. Tra i suoi progetti più recenti figura "Bucking Fastard" di Werner Herzog, interpretato da Rooney Mara e Kate Mara e presentato alla Mostra del cinema di Venezia 2026. Al Festival di Toronto è invece attesa la première mondiale di "Bad Lieutenant: Tokyo", nuova collaborazione con Takashi Miike, prevista per il 14 settembre.

Nato a Londra il 26 luglio 1949, Jeremy Thomas proveniva da una famiglia profondamente legata al cinema. Era figlio del regista Ralph Thomas, autore di numerosi film della serie Doctor, e nipote di Gerald Thomas, regista dell'intera serie britannica "Carry On". Dopo aver lasciato la scuola iniziò a lavorare nell'industria cinematografica, entrando nei reparti di montaggio e collaborando, tra gli altri, a "The Harder They Come" e "Family Life". Successivamente curò il montaggio del cortometraggio televisivo di Ken Loach "A Misfortune".

Inizialmente interessato alla regia, Thomas si dedicò presto alla produzione. Nel 1976 firmò il suo primo film da produttore con "Braccato a vita" di Philippe Mora, realizzato in Australia. Due anni dopo fondò la Recorded Picture Company e produsse "L’australiano" di Jerzy Skolimowski, presentato in concorso al Festival di Cannes e vincitore del Grand Prix della giuria. Da allora la sua attività si è estesa attraverso generi, Paesi e generazioni di cineasti, con una particolare attenzione verso progetti rischiosi e lontani dalle logiche del cinema commerciale. Braccato a vita (Mad Dog Morgan), regia di Philippe Mora (1976).

Da allora è stato il produttore di film come "Il lenzuolo viola" (1980) di Nicolas Roeg e "Eureka" (1983), sempre di Roeg, "Vendetta" (1984) Stephen Frears, "Alla ricerca dell'assassino" (1990) di Karel Reisz, "Victory" (1995) di Mark Peploe, "Il coraggioso" (1997) di Johnny Depp, "Tabù - Gohatto" (1999) di Nagisa Ōshima, "Brother" (2000) di Takeshi Kitano (2000), "Terra promessa" (2004) di Amos Gitai. Ha prodotto inoltre di Wim Wenders "Non bussare alla mia porta", "Palermo Shooting" (2011) e "Ritorno alla vita" (2015).

Nel 1998 JeremyThomas si cimentò anche con la regia, dirigendo "All the Little Animals", con John Hurt e Christian Bale, presentato nella selezione ufficiale di Cannes.

Numerosi i riconoscimenti ricevuti nel corso della carriera. Nel 2006 gli venne assegnato l’European Film Award per lo straordinario contributo al cinema europeo. Fu inoltre membro della giuria del Festival di Cannes nel 1987 e presidente della giuria del Festival di Berlino nel 1993. Nel 2000 venne nominato membro onorario del British Film Institute per il suo contributo al cinema e alla cultura, mentre nel 2009 ricevette il titolo di Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico.

La figura di Thomas è stata raccontata anche nel documentario "The Storms of Jeremy Thomas", diretto da Mark Cousins e presentato a Cannes nel 2021. Da ultimo è comparso nel documentario di Luca Guadagnino "Joie de vivre", dedicato al cinema, all’arte e alla vita di Bernardo Bertolucci, presentato a Venezia 83. (di Paolo Martini)