Antonia (Pilar Fogliati) e Cecilia (Ginevra Francesconi) sono diverse, sicché s'incontrano. La prima trentenne ha scritto un libro, Campiello opera prima, poi ha smesso: a Milano lavora in un bar, e le puzzano le ascelle.

La seconda, più piccola, è influencer, ovvero creator: la nonna (Raffaella Lebboroni) per agente, 18 anni vergine, Milano da bere, pardon, reel. Spazio alla sinossi ufficiale, "Antonia e Cecilia svilupperanno una relazione profonda, conflittuale eppure simbiotica, che le cambierà entrambe radicalmente". Embè.

Il profilo dell'altra è il titolo del nuovo film di Francesco Bruni, dal romanzo omonimo (e/o) di Irene Graziosi, che probabilmente - non l'abbiamo letto e no, non lo faremo - riverbera autobiograficamente il rapporto della stessa con l'influencer Sofia Viscardi per il progetto Venti.

In cartellone alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione forse qui aspirazionale Grand Public, arriverà prossimamente nelle sale con Vision.

Scritto dallo stesso Bruni, con libera ispirazione al libro, ne conferma l'agio a occuparsi dei ragazzi e dei connessi disagi, si veda per tutti la serie Netflix Tutto chiede salvezza, ovvero una missione intergenerazionale, giocata sia anagraficamente che poeticamente.

Il film parte anche bene, la polarità di scrittrice e influencer, se volete di colta e ignorante, attizza qualche interesse (la battuta clou riguarda il cazzo, ovvero quello che ci sta ignominiosamente dietro, il maschio), e Fogliati agevola un ritrattino verosimile, con punte antisociali e cazzomene per mantra interiore. Pure Francesconi nella casa di bambole centromeneghina si dà da fare nel successo insipiente, nella vocazione maggioritaria della famosa per essere tale.

La convergenza, ossia la riduzione dell'alterità, non aiuta Il profilo dell'altra, gravandosi pure di una liaison un filo incongrua e scene di nudo una matassa gratuite. Qui Bruni, meno assertivo e, diremmo, gratificato del solito, mostra il fianco, palesa qualche didascalismo, superficialità ed enfasi nel rimaneggiato gioco degli opposti: il rave e le terme, la droga e la tenda, con allocato coito, la, ehm, buttano in caciara, inficiando nella dispersione dei caratteri la ricognizione generazionale, l'anamnesi del femmineo giovane qui e ora.

Insomma, diminuita la differenza si compromette Il profilo, e la definizione. Fogliati e Francesconi, senza esaltare, se la cavano, Bruni, da Scialla! alla ricordata serie, sa fare di meglio.