Certamente, forse

Nel titolo la migliore risposta sulla bontà dell'opera di Brooks: entusiasmo iniziale e delusione finale

15 Maggio 2008
Certamente, forse
Certamente

È da vedere questo buffo e sdolcinato film di Adam Brooks? La risposta, migliore di qualsiasi critica, sta nel titolo. Entusiasmo iniziale, delusione finale. Questo regista e sceneggiatore di Toronto è famoso e sopravvalutato per aver scritto l’adorabile ed esilarante French Kiss e il meno felice ma redditizio Bridget Jones bis. Nella sua migliore prova dietro la macchina da presa (ci voleva poco) Brooks mette tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Tocca il cuore e fa sorridere con l’epopea clintoniana di Ryan Reynolds tra strani amori e campagne elettorali, ma allo stesso tempo si innamora troppo di sé e delle sue creature per lasciarle andar via al momento giusto. Il dolce diventa stucchevole, l’acume diventa furbizia. Persino l’adorabile Abigail Breslin (Little Miss Sunshine) è pleonastica e vagamente insopportabile. Interessante la rivalutazione degli anni ’90 di zio Bill così come i dialoghi pieni di rassicurante ironia. Il trittico Elizabeth Banks, Rachel Weisz e Isla Fisher, (Emily, April e Summer) è da lustrarsi gli occhi, la partecipazione di Kevin Kline un azzeccato gioco metacinematografico. Ma tutto è troppo facile e buonista, come i tre (!) finali. “Come eravamo”, solo pochi anni fa.

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