Gli inglesi hanno la capacità unica di creare serie pungenti ed attuali che in pochi episodi riescano a dipingere un quadro veritiero e tragicomico della nostra società; spesso per farlo utilizzano il british humour, perché è insito nella loro indole ed identità. Ne è un esempio lampante Alice and Steve, il titolo presentato a Canneseries, dove ha ricevuto tre premi tra cui Miglior Serie, e dall’8 giugno in streaming su Disney+.

Il plot di partenza tanto semplice quanto potente, ricorda Basta che funzioni di Woody Allen (che viene guarda caso citato nello show come esempio di “pedofilia cinefila”) che incontra Quel mostro di suocera. Dopo l’ennesima serata di scorribande passata col migliore amico cinquantenne divorziato Steve (Jemaine Clement, What We Do in the Shadows), Alice (Nicola Walker) scopre con disappunto che l’uomo è andato a letto con la figlia 26enne Izzy (Yali Topol Margalith), che si è appena lasciata col fidanzato dell’università. A quel punto ha paura di perdere entrambi in un colpo solo e reagisce nell’unico mondo che conosce: dichiarando guerra aperta all’amico e ricevendo pan per focaccia. Inizia così un combattimento senza esclusione di colpi, non solo a suon di battute al vetriolo cattivissime che vanno a colpire le vulnerabilità di entrambi dove fa più male; ma anche di azioni davvero basse e deprecabili che hanno serie conseguenze sulle loro esistenze. Parallelamente assistiamo anche all’evoluzione della relazione tra Steve e Izzy, che si sono piaciuti e scelti in un momento particolarmente difficile delle loro vite, ed è uno degli aspetti più interessanti del serial. Può il tuo migliore amico diventare il tuo peggior nemico?

C’era una serie tv di qualche anno fa, Casual, sempre targata HULU, che esplorava la convivenza forzata tra due fratelli e la figlia di lei, e anche in questo caso alla base c’era un rapporto di co-dipendenza emotiva, fatta di ripicche, rinfacci, segreti e bugie. Anche Alice e Steve sono due persone egoiste e co-dipendenti. Per capire meglio i due protagonisti, meravigliosamente interpretati da Walker e Clement, bisogna guardare chi gli sta intorno: i rispettivi genitori, di un’altra epoca storica e pieni di pregiudizi, ma soprattutto il marito di Alice e patrigno di Izzy, Daniel (Joel Fry), un uomo profondamente passivo e accondiscendente ma anche estremamente dolce e comprensivo. Ora che la moglie ha perso le staffe, l’uomo potrebbe non farcela più.

Mentre prova ad essere una sorta di vademecum di tutto ciò che non andrebbe fatto in una relazione sana oggi, allo stesso tempo la serie Disney+ mostra tatto e capacità in altre situazioni, come i consigli dei due ex migliori amici all’altro figlio adolescente di Alice e Daniel, Dom, sulla sua potenziale fidanzata. La dramedy tocca vette umoristiche profonde tanto quanto quelle drammatiche, e riesce a sviscerare tutti i colori dell’amicizia, del sesso e dell’amore, compresa l’autoironia sulle etichette, sulla fluidità contemporanea, su ciò su cui non si può più scherzare e così via.

Dove pecca però è nella seconda metà (specialmente nel finale): la comedy nera (anzi, nerissima) perde smalto e cade in stereotipi e cliché che vanno contro l’assunto così “innovativo” alla base della storia, ovvero la differenza d’età in una relazione sessuale e sentimentale nel 2026. Anche le sottotrame rischiano di far perdere il focus e il filo del discorso alla scrittura pungente di Sophie Goodhart (che viene da Sex Education). Quasi un’anti-romcom che vuole ricordare quanto il confine tra amore e vendetta a volte sia pericolosamente sottile; e quanto gli esseri umani siano così poco propensi a perdonare e passare oltre.