Tutto in Una notte

"Essere diretti dal proprio figlio è la cosa più bella", dice Nino D'Angelo. Tassista per l'esordiente Tony
13 Marzo 2008
Tutto in Una notte

Aveva paura di offuscarlo, e forse è successo: all’anteprima di Una notte, l’esordio di Toni D’Angelo, gli occhi e le domande sono tutte per suo padre, Nino D’Angelo, che nel film è “un tassista come a Napoli non ce ne sono più” (parola di Goffredo Fofi). Ma i figli so’ piezz’e core, difficile rifiutare un ruolo scritto su misura: “E poi, essere diretti dal proprio figlio è la cosa più bella che possa capitare ad un genitore”. Più dell’affetto, però, può la stima: “in vita mia ho lavorato con tanti giovani registi, e non tutti mi hanno insegnato qualcosa: invece da Toni ho imparato tanto”. Lo stesso vale a parti rovesciate, con D’Angelo jr che confessa di aver conosciuto ancora meglio “l’uomo che c’è dietro lo showman: sapevo che mio padre è un grande attore, ma ho capito cosa vuol dire amare questo mestiere soltanto vedendolo arrivare sul set, dopo una giornata di lavoro in teatro, pronto a dare tutto se stesso per questo piccolo film indipendente”.
Un’abnegazione che ha impressionato anche gli altri protagonisti, che con lui hanno condiviso venti notti di riprese: “Ho capito quanto conta l’umiltà per diventare dei grandi”, dice Luigi Iacuzio, noto ai più per essere stato il protagonista di Pater familias. In Una notte è uno dei cinque amici d’infanzia che – dopo molti anni – si ritrovano per un funerale: scritti dal regista insieme ad uno degli attori, Salvatore Sansone, i personaggi sono stati in parte modellati sui loro interpreti. “La malinconia è la stessa”, continua Iacuzio, “ma io non ho gli eccessi che vedete sullo schermo: o forse li maschero meglio”. Di sicuro, ha la stessa passione per la musica: “L’ultima canzone del film l’ho composta io, pensando a questa storia”. E di musica, nel film, se ne ascolta molta, soprattutto jazz: il tassista del film, per esempio, racconta della passione di Miles Davis per la melodia napoletana. A chi la prende per un’invenzione di sceneggiatura, Nino D’Angelo risponde che “a Miles Davis piaceva la mia musica, l’aveva scoperta a Palermo, proprio su un taxi: e visto che nei negozi non trovava i miei dischi, si comprò le cassette pirata!”.
Roba da non credere, come ai numeri di questo piccolo film indipendente, costato meno di 200.000 euro (di tasca propria) e recitato da un gruppo di attori che “c’ha messo il cuore”. Tutti orgogliosi di aver partecipato al progetto, ma senza dimenticare che l’auto-produzione non è una scelta, ma una necessità: “spero che questo modo di fare cinema vada esaurendosi, e che i produttori veri tornino a rischiare dando la possibilità ai giovani di fare del buon cinema”. Lo dice Iacuzio, che negli ultimi anni ha girato due film mai usciti in sala, Le cose in te nascoste e Sandra Kristoff. A Una notte andrà meglio: cinque le copie in sala dal 14 marzo, distribuite da DI.ELLE.O.

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