Turisti di cinema

Trascorrere le vacanze in location, sulle orme di registi e attori. Un fenomeno di origine anglosassone, che ora spopola in Italia
4 Maggio 2006
Turisti di cinema

Si chiama cineturismo, ovvero la moda di trascorrere le vacanze sui luoghi di film e serial televisivi, ripercorrendo i passi di registi e interpreti. Un esempio per tutti, la Nuova Zelanda, che ha accolto fra monti e vallate dell’Isola del Sud centinaia di appassionati del Signore degli Anelli. Il fenomeno è di origine anglosassone, con britannici e americani in cima alle classifiche, e ha numeri importanti: un totale di 100 milioni di turisti in tutto il mondo, molti dei quali hanno visitato le città italiane, a cominciare da Roma, che già alcuni decenni fa attirava americani affascinati dalle scorribande in Vespa di Audrey Hepburn (Vacanze romane) e dal bagno di Anita Ekberg nella fontana di Trevi (La dolce vita). Non a caso di recente è stata pubblicata una guida di 700 location per oltre 1500 pellicole, 88 itinerari regionali e in città, 18 carte tematiche, e in più, curiosità e approfondimenti su attori, registi, festival e musei: I luoghi del cinema, realizzata dal Touring Club Italiano, in collaborazione con Cinecittà Holding. Nata sulla scia del successo del cineturismo, la guida si propone come un lungo viaggio attraverso l’intera penisola, alla scoperta delle location che hanno fatto la storia del cinema italiano. Organizzata per regioni, parte con il Piemonte: dalle mitiche risaie del vercellese di Riso amaro alla Torino del Museo del Cinema, celebrato di recente dal regista Davide Ferrario, in Dopo mezzanotte, con il giovane, stralunato protagonista che alloggia all’interno della Mole Antonelliana. Fra le tappe successive, la Milano violenta dei polizieschi anni ’70, la Romagna di Fellini e la Toscana dei comici. Primo fra tutti, Roberto Benigni, che tra Arezzo, Cortona, Montevarchi e Castiglion Fiorentino, ha ambientato il suo film più riuscito: La vita è bella. Ampio, naturalmente, lo spazio dedicato alla Venezia del Festival e a Roma, il più grande set a cielo aperto della storia del cinema. Ma anche a Napoli, da De Filippo a Totò a Troisi, e alla Sicilia: dal Gattopardo, con la celeberrima sequenza del valzer nel palermitano Palazzo Ganci, ai Cento passi di Marco Tullio Giordana (girato a Cinisi), alla serie televisiva del Commissario Montalbano nel Ragusano. E per finire, Lampedusa: remoto e selvaggio scenario del film Respiro, premiato nel 2002 al Festival di Cannes, diretto da Emanuele Crialese.

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