Si svolgerà a Roma dal 10 al 13 dicembre 2019 presso la Casa del Cinema (Largo Marcello Mastroianni, 1) la XXIII edizione del Tertio Millennio Film Fest (TMFF), il festival del dialogo interreligioso. Il tema di quest’anno è Io sono tu sei. Riconoscersi differenti.

In concorso, una selezione di nove lungometraggi internazionali. Il primo, Master Cheng, alla presenza del regista Mika Kaurismäki, è stato presentato ieri, martedì 3 dicembre, come evento di pre-apertura al Cinema Farnese di Roma.

In gara troviamo quattro film scelti dai rispettivi paesi per la candidatura all’Oscar per il miglior film internazionale. Homeward di Nariman Aliev gareggia per l’Ucraina.

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Buoyancy di Rodd Rathjen è la proposta dell’Australia. Dal Messico arriva La camarista di Lila Avilés. E Un tradcutor di Rodrigo e Sebastián Barriuso è la scelta di Cuba.

Un traductor

Inediti in Italia anche gli altri film in concorso. I nostri di Marco Santarelli, in anteprima assoluta, sarà presentato dal regista con don Giuliano Savina. La proiezione di The Remains di Nathalie Borgers, documentario sui migranti del Mediterraneo, vedrà un intervento di Nello Scavo di Avvenire.

Marta Serafini del Corriere della Sera e Takoua Ben Mohamed, fumettista e graphic journalist introdurranno il film d'animazione The Swallows of Kabul di Zabou Breitman e Eléa Gobbé-Méllevec.

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Infine, Born in Jerusalem and Still Alive di Yossi Atia e David Ofek, miglior esordio al Jerusalem Film Festival.

Il vincitore del concorso sarà scelto dalla Giuria Interreligiosa presieduta dal regista iraniano di origine curda Fariborz Kamkari (I fiori di Kirkuk, Pitza e datteri) e composta da delegati delle comunità cattolica, protestante, ebraica, musulmana, buddhista e induista. La cerimonia di premiazione si terrà il 12 dicembre alle ore 21:00.

Terza edizione per il contest di cortometraggi. I finalisti sono dieci, realizzati da giovani filmaker di età compresa tra 18 e 36 anni sul tema del Festival. La Giuria interreligiosa, presieduta dal regista Phaim Bhuiyan (Bangla) e composta da delegati delle comunità religiose, premierà i primi tre classificati.

In lizza, Amateur di Simone Bozzelli, Ape regina di Nicola Sorcinelli, Cento metri quadri di Giulia Di Battista, La gita di Salvatore Allocca, Luis di Lorenzo Pallotta, Milady di Giulia Tivelli e Flavia Scardini, Il nostro tempo di Veronica Spedicati, Parking di Ahmad Seyfipoor, The Role di Farnoosh Samadi e She Fights di Nicola Martini.

Au hasard Balthazar

Il 18 dicembre 1999 ci lasciava Robert Bresson. In suo onore, la Fondazione Ente dello Spettacolo, con il Patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura e del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, ha istituito nel 2000 il Premio Bresson. Il riconoscimento è assegnato ogni anno a un regista «che abbia dato una testimonianza, significativa per sincerità e intensità, del difficile cammino alla ricerca del significato spirituale della nostra vita».

In occasione del ventennale, il 10 dicembre alle ore 19:00, Mylène Bresson, moglie del regista, incontrerà il pubblico. Sarà l'occasione per accogliere una testimonianza di vita personale e artistica accanto a uno dei più grandi cineasti di sempre. Dialogherà con lei Gianni Amelio, vincitore del Premio Bresson 2017. Seguirà il film di apertura, Au hasard Balthazar. Il capolavoro sarà proiettato in versione restaurata.

Il 13 dicembre dalle ore 17:00, un incontro imperdibile. Giuseppe Tornatore, il primo regista a ricevere il Premio Bresson nel 2000, dialogherà con il Cardinale Gianfranco Ravasi. Al centro, il tema del cinema come esperienza religiosa. Alle ore 18:00, evento di chiusura del festival: la versione restaurata di Nuovo Cinema Paradiso. Il modo migliore per celebrare i trent’anni dal Gran Premio della Giuria a Cannes.

Mercoledì 11 dicembre alle ore 15:00, un altro evento speciale. Si tratta dell’anteprima di Dio è donna e si chiama Petrunya di Teona Strugar Mitevska. Presentato all’ultima Berlinale, è stato proiettato anche al Torino Film Festival nella retrospettiva dedicata alla regista.

Da quest’anno, i tre più importanti festival nazionali di cinema e spiritualità (Tertio Millennio Film Fest, Religion Today di Trento e Popoli e Religioni di Terni) attribuiscono il Premio Fuoricampo. Il riconoscimento è assegnato al film italiano dell’anno che abbia saputo rilanciare il tema del sacro, del divino, del trascendente, dell’invisibile. Il signor Diavolo di Pupi Avati è il primo vincitore. Il regista riceverà il premio giovedì 12 dicembre.

Venerdì 13 dicembre, alle ore 11:30, Dario Franceschini (Ministro MiBACT), Francesco Rutelli (Presidente ANICA) e Monsignor Stefano Russo (Segretario Generale CEI) presenteranno il Rapporto Cinema 2019: L’anno Zeta dell’audiovisivo. Realizzato da Fondazione Ente dello Spettacolo, Istituto Toniolo e Università Cattolica di Milano, lo studio fotografa le abitudini di consumo audiovisivo dei nati dopo il 2000, il loro rapporto con il cinema e con le nuove piattaforme di fruizione, ma anche le reti sociali (dalla famiglia alla scuola) in cui si radicano e si attivano queste abitudini.

Dio è donna e si chiama Petrunya

Sempre venerdì 13 dicembre alle 20.30 saranno assegnati gli RdC Awards. Gli storici riconoscimenti della Fondazione Ente dello Spettacolo e della Rivista del Cinematografo sono attribuiti a protagonisti del mondo del cinema, della televisione e della cultura.

Prima di ogni film, verrà trasmessa la nuova sigla ufficiale di Tertio Millennio, realizzata da Viviana Battista, vincitrice di Una sigla per Tertio Millennio. Il contest per aspiranti videomaker di età compresa tra 20 e 35 anni è stato promosso per la prima volta dalla Fondazione Ente dello Spettacolo.

Il programma completo day by day è consultabile qui

 

Il TMFF è organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo (FEdS) con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali CEI, dell’Assessorato alla Crescita Culturale del Comune di Roma e della Regione Lazio.

Si svolge sotto la direzione artistica di Marina Sanna (vicedirettore della Rivista del Cinematografo) e di Gianluca Arnone (coordinatore editoriale della Fondazione Ente dello Spettacolo). Si propone come luogo di dialogo interreligioso e interculturale tra le comunità cattolica, protestante, ebraica e islamica, indagando i temi legati alla spiritualità.

Partecipano al festival: l’Associazione protestante cinema “Roberto Sbaffi”, il Centro Ebraico Italiano “Il Pitigliani”, l’UCEI – Unione delle comunità ebraiche italiane, il COREIS – Comunità Religiosa Islamica Italiana, l’U.CO.I.I. – Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, la Chiesa Ortodossa russa e georgiana, l’Unione Induista Italiana e l’Unione Buddhista Italiana.