Svizzera (non) italiana

La Mostra della Laguna attira tutti i nostri connazionali: nessun tricolore in concorso a Locarno
16 Luglio 2009
Svizzera (non) italiana

Sembra proprio che Venezia si sia presa tutti gli italiani. La riprova? Il concorso internazionale del 62mo Festival del cinema di Locarno (5-15 agosto), è orfano di titoli tricolori. Non succedeva da anni. Per gli organizzatori della kermesse la Mostra – in virtù di “obblighi contrattuali o esigenze di cassetta”, spiegano – è la principale responsabile dello stillicidio nostrano. In realtà in cartellone qualche italiano ci sarebbe pure, perso tra le varie sezioni collaterali e gli eventi che caratterizzano il festival svizzero. Toni Servillo riceverà ad esempio l’Excellence Award 2009 – assegnato prima di lui a John Malkovich, Willem Dafoe e Michel Piccoli -, mentre Pippo Delbono presenterà l’insieme dei suoi lavori per cinema e TV, fra cui, in prima internazionale, il suo ultimo lungometraggio, La Paura, girato con un telefono cellulare. Ancora, due italiane in giuria: Alba Rohrwacher (per il Concorso internazionale) e la montatrice Esmeralda Calabria (Migliore Opera prima). In Piazza Grande vedremo il cortometraggio Blue Sofa di Lara Fremder, Pippo Delbono e Giuseppe Baresi e una coproduzione italo-svizzero-ungherese, La valle delle ombre, film d’esordio di Mihály Györik (un mistery ambientato nelle montagne della Svizzera italiana). Tre i connazionali presenti invece nel Concorso Cineasti: Corso Salani (Mirna), Pasquale Marrazzo (Sogno il mondo il venerdì) e Stefano Savona (Piombo fuso). Il documentario e il film d’arte italiani saranno infine i protagonisti della sezione “Ici & Ailleurs”, dove segnaliamo in cartellone due lavori di Roberta Torre – uno dedicata ai ragazzi di borgata (Itiburtinoterzo), l’altro, un documentario, è un’inchista sulla morte di Pier Paolo Pasolini (La notte quando è morto Pasolini). Nella stessa sezione campeggiano l’arte e la cultura italiana, con il terzo capitolo della trilogia di Elisabetta Sgarbi sulla scultura sacra (L’ultima salita. La via Crucis di Beniamino Simoni a Cervenio) e i 50 anni de La Dolce Vita rievocati da Gianfranco Mingozzi in Noi che abbiamo fatto la Dolce Vita. La 62. edizione Festival di Locarno è inoltre contrassegnata da un nuovo, importante partenariato con il Museo Nazionale del Cinema di Torino, in occasione del progetto Manga Impact (che proprio a Torino conoscerà il suo secondo capitolo, dal 16 settembre prossimo). E, a conferma degli stretti legami tra il Festival di Locarno e la vicina Italia, continua quest’anno la fruttuosa collaborazione con un’altra storica istituzione, la Cineteca Italiana di Milano, con un doppio programma e la pubblicazione congiunta di un DVD.

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