Ricette d’amore

Fra pentoloni e intingoli, i Sapori e dissapori tra i cuochi provetti Aaron Eckhart e Catherine Zeta Jones. Da oggi in sala
14 Settembre 2007
Ricette d’amore
Zeta-Jones ed Eckhartin una scena del film

Ci voleva un surfista per metterla ai fornelli. All’inizio ci aveva anche provato Catherine Zeta-Jones. Ma soltanto per sedurre Michael Douglas. “La sua dev’essere stata un’attrazione fatale – scherza oggi l’attrice premio Oscar per Chicago – perché in cucina non andavo oltre i panini”. Poi il matrimonio, i figli, ma soprattutto il recente incontro con Aaron Eckhart, il bello e tenebroso di Thank You for Smoking e The Black Dahlia, che Sapori e dissapori ha strappato alle onde australiane e alla sua passione per il surf. Una straordinaria alchimia che il regista Scott Hicks riassume in un paradosso: “La ricetta del film? Sono loro. Personaggi tanto diversi, che meglio non sarebbe potuta andare”. Lei strabordante e radiosa in un vestito rosso, che a malapena contiene la sua gioia di vivere, si illumina decantando la selezione di vini italiani della sera prima. Lui, con gli occhi ancora gonfi di sonno, parte lento ma si scalda snocciolando il menù luculliano che li ha accolti al Bolognese di Piazza del Popolo: più delle bellezze di Roma, a colpirlo pare sia stata la varietà di sorbetti che ha preceduto la passeggiata digestiva a Piazza di Spagna. Siderale al primo sguardo, la distanza fra i due si conferma sullo schermo: lei è Kate, rampante e spigolosa chef newyorchese, che gestisce con pugno di ferro il ricercatissimo ristorante al 22 di Bleecker Street. Lui è invece un cuoco caciarone, coi pantaloni variopinti e il pallino della lirica, che la sceneggiatura mette sulla sua strada. Il primo impatto con modi e irruenza del nuovo arrivato è drammatico: Kate si irrigidisce, difende i suoi spazi, arriva addirittura a tagliare in due il menù per definire i piatti di cui occuparsi. “Sul set erano agli antipodi come nel film – ricorda Hicks -: Catherine metodica, seria, concentratissima. Lui un vulcano di energia, entusiasmo, improvvisazione. Proprio quello che ci voleva per dare la giusta armonia a film e rapporto fra i personaggi”. Se al posto di Eckhart non c’è Sergio Castellitto lo dobbiamo soltanto alla lingua. Già protagonista del tedesco Ricette d’amore, Hicks lo voleva anche per il suo adattamento, oggi nelle sale: “Purtroppo non parlava inglese e ho dovuto quindi rinunciare. Alla fine è però stato un bene: mi ha indotto a emanciparmi dall’originale e cercare un film tutto mio”. Rispetto al film del 2001 cambiano dettagli, atmosfere, ambientazioni. Protagonista resta però il cibo con la sua primordiale forza comunicativa. E’ lui, nelle sofisticate declinazioni di quaglie al tartufo, sogliole allo zafferano o fois gras, il vero demiurgo che intesse le relazioni al 22 di Bleecker Street. Del suo ruolo parla la controversa emotività di Kate: da una parte il terapista, (a cui impone di provare i suoi piatti) dall’altra le ricette a cui affida i sentimenti inespressi. Variabile impazzita è la nipotina col volto di Abigail Breslin. 10 anni compiuti sul set e già una candidatura all’Oscar per Little Miss Sunshine, la piccola piomba nella sua vita, pretendendo cure e attenzioni destabilizzanti. La sfida estrema, dice raggiante la Zeta-Jones, è stata proprio improvvisare il panico del primo approccio. In borghese, la statuaria gallese di Zorro si dipinge infatti tutta casa e famiglia: “Le mie giornate sono ormai scandite dai figli. Per lasciarli, un film deve ormai convincermi al 110%”. Ci voleva Sapori e dissapori, insomma: “Una grande lezione di vita che a parte dimostrare a Michael che me la cavo anche ai fornelli, mi ha fatto capire quanta fatica si nasconde dietro a quei dieci minuti di piacere al ristorante”. Più da lontano partiva Aaron Eckhart, il bel Nick che la seduce a colpi di zuppe e ricercatissime salse: “Prima ero terrorizzato dalle ricette. Adesso almeno ho imparato a leggerle!”. Di più non va, l’ex promessa del surf: una passione totalizzante, di cui rimangono ora fisico statuario e ribelle ciuffo biondo. “Macchina, ragazze, amici: fino a un certo punto ruotava tutto intorno a quello. Poi ho capito che non c’è spazio per due passioni”. Grazie al film, insieme al cinema, un posticino se l’è ritagliato anche la cucina: “Il cibo è uno straordinario mezzo espressivo. Ideale per creare complicità e confidenza”. Un’arma di seduzione, insomma? Il bell’Aaron accenna un sì. E ammiccante illustra la sua irresistibile ricetta segreta: “Pesce bianco, leggero, accompagnato da un’insalatina e una salsa preparata per l’occasione”.

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