Oggi in tv, Avati ’70

Visioni domestiche sui canali free. Un tris del Pupi più sorprendente e nel pomeriggio c'è lo Spartacus di Kubrick: i consigli della redazione
5 Maggio 2020
In evidenza, Tv
Oggi in tv, Avati ’70
Pupi Avati - Foto Margherita Bagnara

Ecco i film che la redazione di Cinematografo ha selezionato tra quelli programmati in chiaro per martedì 5 maggio.

 

SPARTACUS – Iris (canale 22), ore 16:00

“Sul piano dei film ‘colossi’, questo può contendere a buon diritto la palma del primato. Occorre però dire che si segnala altresì, per una sicura impostazione drammatica di personaggi ed avvenimenti, la quale cede solo raramente agli effetti più spettacolarmente superficiali che i vastissimi mezzi a disposizione non mancano di proporre al regista. Lodevole l’interpretazione di un bel gruppo di valenti interpreti, pregevoli le scenografie, sicura ed abile la regia.” (Segnalazioni cinematografiche, vol. 49, 1961).

 

PUPI AVATI E GLI ANNI ’70 su Cine 34 (canale 34)

Tre film diretti dal regista bolognese negli anni Settanta: surreali, grotteschi, sfrontati, goliardici. Una sorpresa per chi lo conosce solo per le elegie nostalgiche degli ultimi anni.

BORDELLA, ore 19:30

Harry Kissinger, idolo delle donne, un giorno in una conferenza stampa annuncia la fondazione di una multinazionale – la American Love Company destinata a distribuire felicità e sesso nel mondo. Un vecchio amico del segretario di Stato, Mr. Chips, viene incaricato dell’organizzazione, e questi invia Eddie Mordace gestore di una casa per massaggi, a Milano con il compito di organizzare un “bordello” a favore delle milanesi pruriginose. Il siculo uomo d’affari mette insieme alcuni uomini a spasso. Sinbad il marinaio, Adone ex campione di boxe, il conte Ugolino aristocratico fallito, Ivanhoe maniaco sessuale e il servo Francesco dai gusti innaturali. In breve tempo la clientela femminile si moltiplica e la ditta fa successo… Cast pazzesco: Gigi Proietti, Vincent Gardenia, Christian De Sica, Al Lettieri.

 

LA MAZURKA DEL BARONE, DELLA SANTA E DEL FICO FIORONE, ore 21:10

Siamo in Romagna e una grossa pianta di fico è oggetto di venerazione da parte del popolo poiché su quel fico si era rifugiata Santa Gerolama dopo essere stata violentata dai barbari soldati di Liutprando nel 726 e sul quel fico aveva dato alla luce un bambino. Alcuni miracoli erano avvenuti nel corso dei secoli e, nel 1400, la Chiesa aveva riconosciuto la venerazione al santo fico, posto nella proprietà dei baroni Pellacane. Su quel fico era salito, dopo una vittoria sportiva nel 1936, anche il giovane barone Anteo Pellacane; ma un ramo del fico si era spezzato, rendendo irrimediabilmente storpio il giovane. Da questa disgrazia era derivata la sua miscredenza, l’avversione alla religione e al venerato fico, che, divenuto unico padrone della proprietà, cercherà inutilmente di distruggere con tutti i mezzi. Con Ugo Tognazzi, Paolo Villaggio e Lucio Dalla.

 

TUTTI DEFUNTI… TRANNE I MORTI, ore 23:05

Nel castello dei marchesi Zanetti giunge, in un giorno del 1950, Dante che sta facendo il giro delle antiche famiglie emiliano-romagnole per vendere il libro ricavato da un vecchio manoscritto e contenente una profezia: la morte di 9 membri della decaduta famiglia servirà a indicare il tesoro nascosto che ne risolverà i problemi economici. Infatti, celebrato il funerale del marchese Ignazio (che stranamente torna in casa e riposa su di un vasto tavolato), vengono variamente assassinati: la serva, il cameriere Giulio, i marchesi Ottavio e Letizia, Donald… Gianni Cavina, feticcio dell’autore, indaga. Primo incontro con Carlo Delle Piane, altro affezionato.

 

LA LEGGE DEL MERCATO – Rai 5 (canale 23), ore 21:15

“È molto difficile non pensare all’ultimo film dei Dardenne, Due giorni, una notte: le analogie sono molte, a partire dall’argomento comune, quello del lavoro e delle implicazioni sociali contemporanee, poi un rigore e al tempo stesso la scelta di un percorso “semplice” per seguire un personaggio chiamato a far fronte ad uno dei mali del nostro tempo. La differenza sostanziale tra il film di Brizé e quello dei Dardenne – uniti comunque da due grandi interpretazioni, allora Marion Cotillard, stavolta il sempre convincente Vincent Lindon (premiato a Cannes) – è soprattutto di carattere strutturale: in Due giorni, una notte la protagonista (depressa, apatica) doveva far di tutto per convincere i colleghi a rinunciare a dei bonus in modo tale che lei non perdesse il lavoro, mentre Brizé si concentra su un personaggio che, una volta riottenuto un impiego, viene messo di fronte ad un impietoso dilemma morale.” (Valerio Sammarco)

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