Napolitano per il cinema

Il Presidente della Repubblica incontra i candidati ai David: "Ascolterò le vostre richieste senza invadere il campo"
14 Giugno 2007
Napolitano per il cinema

Il Quirinale apre al cinema. A un giorno dai confortanti dati sull’andamento dei film italiani al botteghino, a dare nuovo slancio all’intero settore è addirittura il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “So che riceverò un appello da molti di voi, che richiede alle istituzioni di irrobustire il tessuto fra cultura, arte e politica – dice il Capo dello Stato, al consueto incontro con i candidati ai David di Donatello -. Mi impegno a leggerla con attenzione e auspico che si vada verso un rapido esame in Parlamento del progetto di legge sul cinema e che queste mie parole non vengano lette come un invasione di campo. Ci sono problemi aperti e c’è largo consenso sulla necessità e l’urgenza di risolverli. Trovo quindi molto giusto parlare di cinema non solo per i risultati artistici, ma per quanto rappresenta per l’economia italiana e per l’Italia nel mondo”. 
L’appello a cui si riferisce Napolitano è quello avanzato dalla cordata “100autori”, fondata tra gli altri da Daniele Luchetti, che al termine della cerimonia ha recapitato al Presidente la lettera stilata dal movimento: “A chi parla di assitenzialismo – spiega il regista, al Quirinale per le 11 nomination ottenute da Mio fratello è figlio unico – faccio notare che il cinema, in Italia, è assistito 10 volte meno che in Francia e undici volte meno della carta stampata. Ogni anno la stampa riceve 650 milioni di euro a fondo perduto. Il cinema 50 e li restituisce pure”. Confortante, in merito, il racconto di Margherita Buy, sulla reazione del Presidente della Repubblica: “Quando gli abbiamo recapitato la lettera – racconta l’attrice – l’ha accolta con grande informalità e simpatia. Si è dimostrato contento del fatto che fosse breve e impegnato a fare quello che può”.
Della soddisfazione per l’apertura del Capo dello Stato parla anche Michele Placido: “Le sue parole ci fanno ben sperare – dice -. Sicuramente non rappresentano un passo indietro, ma un passo avanti per tutti noi”. Dall’attore e regista, questa volta in corsa per la sua interpretazione da non protagonista ne La sconosciuta di Tornatore, arriva poi uno scherzoso commento sui premi: “I miei film hanno sempre ricevuto i David in tutte le altre categorie. Molti giovani ne hanno già ottenuti diversi. Io, invece, uno tutto mio non l’ho ancora mai vinto. Prima poi me lo vorranno dare?”. Il commento di Placido arriva a conclusione dell’affollatissimo incontro, avvenuto in mattinata nello sfarzoso Salone dei Corazzieri del Quirinale. In platea, tutto il cinema italiano che sarà premiato stasera, con l’annuncio ufficiale dei premi, in diretta televisiva sui RaiUno.
Fra i momenti di maggior commozione, la standing ovation con cui viene accolto Ermanno Olmi. Platea in piedi e lunghi applausi accompagnano il regista di centochiodi fino alla stretta di mano con Napolitano e il Ministro per i Beni e le attività culturali Francesco Rutelli: “Prendo questa reazione come un caloroso abbraccio da parte di tutto il cinema. Una simile accoglienza, all’età del meritato riposo, è la testimonianza che abbiamo sempre lavorato tutti in grande armonia”. Il passato con cui si esprime conferma l’irrevocabilità del suo addio al cinema di finzione: “Tornare al documentario non è un passo indietro, ma il ritorno a un vecchio percorso, con la consapevolezza maturata in una vita di lavoro. Significa per me tornare a girare con la libertà di un bambino: proprio quello che oggi al cinema manca di più”. Lunghi applausi coprono poi l’annuncio dei Premi alla Carriera, che saranno assegnati a Carlo Lizzani, Giuliano Montaldo e Armando Trovaioli: “I David sono una straordinaria occasione di incontro con una ricca rappresentanza del cinema – dice il Presidente della Repubblica -. Ricca per competenza, qualità e risultati, ma anche perché testimonia il convivere e l’avvicendarsi delle generazioni”.
Nutritissima la rappresentanza delle nuove leve, di cui parla Napolitano. Per eleganza e sobrietà spicca Kim Rossi Stuart, pluricandidato per il suo esordio in regia Anche libero va bene. A contendersi la palma del casual sono invece Elio Germano, che si libera subito della giacca, e il regista di Notturno Bus Davide Marengo, in camicia chiara, aperta sul petto. Mozzafiato nella sua veste acqua e sapone, Giovanna Mezzogiorno si presenta in giacca verde chiaro, occhialini e senza un filo di trucco. Decisamente più eccentrica la mise scelta da Ennio Fantastichini: giacca cangiante blu elettrico su camicia turchese e pantaloni a righe, con cui mette in ombra la spiazzante eleganza di Ficarra e Picone. Irriconoscibile nell’abito delle grandi occasioni, il duo comico del film Il 7 e l’8, è accompagnato fra gli esordienti anche da Alessandro Angelini de L’aria salata e Francesco Amato di Ma che ci faccio qui!. Completo dark per l’imbronciato Valerio Mastandrea, Ninetto Davoli spicca infine al suo fianco per l’esuberanza con cui intrattiene i vicini nella lunga attesa che precede la cerimonia.

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