My Dame is Judi

"Nessun ritiro, smetterò solo con la morte", dice la Dench. Che domani compie 74 anni, cantando con Daniel Day-Lewis in Nine
8 Dicembre 2008
My Dame is Judi

“Nessun ritiro, è pericoloso fermarsi, smetterò di recitare solo quando sarò morta”. Parola di Dame Judi Dench, 74 anni domani, premiata agli European Film Awards di Copenhagen con il Lifetime Achievement Award: “Spero che non sia proprio “lifetime”, ma è un riconoscimento speciale perché europeo”.
“Indecisa tra la carriera di designer e quella di attrice”, esordiente sul palcoscenico dell’Old Vic di Liverpool nel 1957 nel ruolo di Ofelia in Amleto (“Dopo non volevo fare più nulla…”), si afferma come una delle maggiori interpreti delle scene britanniche, con il teatro shakespeariano per ambito d’elezione: “E’ la mia passione, dalla Giulietta di Franco Zeffirelli alla Cleopatra al fianco di Anthony Hopkins. ogni volta dare corpo e volto a un personaggio è una sfida enorme”.
Il debutto cinematografico è del 1964, con un ruolo secondario ne Il terzo segreto, ma il successo internazionale arriva alla metà degli anni Ottanta, con Il mistero di Wetherby (1984, Orso d’Oro alla Berlinale), Camera con vista di James Ivory e 84 Charing Cross Road (1986). Celebre nei panni di M negli ultimi 5 film di James Bond, da Goldeneye a Quantum of Solace (“Ogni volta decido se accettare la parte sulla base della sceneggiatura”), Judi Dench – sposata con il collega Michael Williams, una figlia, Finty, attrice a sua volta – giunge all’Oscar (migliore attrice non protagonista) con il ruolo di Elisabetta I in Shakespeare in Love.
“Sul palcoscenico e sul set, sento un’energia incredibile, ringrazio mia madre per avermela data, e mio padre, che alla mia battuta “Where’s my father?” in Romeo e Giulietta, si sbracciava in sala…”, prosegue l’attrice, che sottolinea “l’ensemble meraviglioso che si crea in scena, e l’animal instinct che mi guida nella recitazione”.
Dopo aver concluso le riprese di Rage diretta da Sally Potter (nel cast anche Jude Law, John Leguizamo e Steve Buscemi): “Interpreto una giornalista arrabbiata, eravamo solo io, Sally e la macchina da presa in una stanzetta, non so che ne abbia fatto…”, Dame Judi è sul set londinese di Nine, il musical felliniano di Rob Marshall, con cast all-star: Nicole Kidman, Peneope Cruz, Kate Hudson, Daniel Day-Lewis, Marion Cotillard e i nostri Elio Germano e Martina Stella. “Interpreto Liliane La Fleur, un’amica di Guido Contini, con Daniel Day-Lewis nella parte che fu di Mastroianni, ma non ho mai visto 8 1/2, lo vedrò solo dopo aver terminato le riprese. Amo cantare, anche se ho paura, e qui canto, con gioia”.
Da ultimo, uno sguardo in patria. Innanzitutto, per confutare John Maybury, il regista di The Edge of Love, che a Torino ha descritto il mondo del cinema britannico come “incestuoso, pieno di competizione, invidie e cattiverie”: “Non è vero – ribatte Judi Dench – personalmente non ho mai litigato. D’altronde, è un lavoro troppo duro perché rimanga tempo per beghe e liti”.
Infine, se l’onorificenza di Dame “ti fa entrare in contatto con persone vestite in modo stravagante, per me è un grande onore, e fonte di orgoglio: British Pride”.

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