Manuli rilegge Kaspar Hauser

"Una trasposizione poetica, senza i vincoli della biografia", dice il regista. Che porta il Fanciullo d'Europa in Sardegna, con Gallo e la Gerini
26 Aprile 2011
Manuli rilegge Kaspar Hauser
Il regista Davide Manuli

Werner Herzog, François Truffaut e… Davide Manuli. Dopo L’enigma del regista tedesco (Gran Premio della Giuria a Cannes nel 1975) e L’enfant sauvage del cineasta francese, tocca all’italiano David Manuli portare sul grande schermo La leggenda di Kaspar Hauser, che il 2 maggio batterà il primo ciak in Sardegna, nella penisola del Sinis. Nel cast, tra gli altri, Vincent Gallo, Claudia Gerini e Fabrizio Gifuni, il film è prodotto da Bruno Tribbioli e Alessandro Bonifazi per Blue Film e dalla Shooting Hope con un piano finanziario di 1,4 milioni di euro e quattro settimane di lavorazione previste: “Era un mio pallino, e non ho mai pensato di relazionarmi ai miei illustri predecessori, soprattutto Truffaut. Herzog ha raccolto un’enorme documentazione su Kaspar Hauser e ha trattato la materia in modo molto classico: i fatti realmente accaduti in un film d’epoca, in costume. La mia è una versione completamente diversa: la sua è una trasposizione della documentazione sullo schermo, la mia una  trasposizione poetica e autoriale, senza l’obbligo di prendere in considerazione tutti i fatti biografici di Kaspar”, precisa Manuli, che nel 2008 per Beket ha ricevuto consensi di pubblico e critica.
Ma qual è la nuova storia del Fanciullo d’Europa? Siamo in Sardegna, in una dimensione senza luogo né tempo. Un corpo arriva su una spiaggia: è Kaspar Hauser (Silvia Calderoni), l’erede al trono fatto sparire dal potere quando era ancora piccolo. Sull’isola deserta abitano solo cinque personaggi: la Granduchessa (Claudia Gerini) divenuta regina, il Drago suo umile servo, il Dark Man (Vincent Gallo, spacciatore tuttofare e amante della Duchessa, la Veggente (Elisa Sednaoui) e lo Sceriffo (Vincent Gallo). Kaspar Hauser, accudito dallo Sceriffo nel suo fortino, verrà presto a conoscenza di chi sono i suoi amici (lo Sceriffo e la Veggente) e i suoi nemici (il Dark Man e la Granduchessa)…
“Della vita di Hauser – prosegue Manuli – mi interessa il non senso, la non sensibilità che altri esseri umani civilizzati gli hanno riservato: ancor prima che lo uccidessero, il suo sistema nervoso e la sua anima erano già morti. La sfida è provare a raccontare più di quanto possa una versione attinente ai soli fatti:  la lettura non sarà immediata, ma se il film riuscisse dovrebbero arrivare molte cose nel sottotesto, quasi delle vibrazioni”. Pur senza espliciti e preordinati riferimenti ai migranti di Lampedusa o ai cassintegrati dell’Asinara, La leggenda di Kaspar Hauser inquadra “uno scampolo di società che si comporta nei confronti del nuovo arrivato senza nessun senso né coscienza”.
Della partita fanno parte Vincent Gallo (“Non è stato difficile avvicinarlo quanto non perderlo nei due anni e mezzo tra il primo contatto e oggi”) e Claudia Gerini: “E’ salita a bordo un mese fa con grande determinazione. Trovo sia perfetta per questa Duchessa forte e sguaiata e, inoltre, prenderla e decontestualizzarla in un film bianco&nero parlato in due lingue (italiano e inglese) è un’operazione estrema che all’estero si fa, vedi Tarantino, mentre da noi regna la monotonia. Sono sicuro che sia io che Claudia ne usciremo più forti: altri famosi interpreti italiani si fanno troppe domande, lei ha risposto senza esitazioni”.

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