L’attore che voleva essere un wrestler

Philip Seymour Hoffman, quell'infortunio che lo "costrinse" a scegliere la strada dello spettacolo. Oscar per Capote e sodalizio unico con Paul Thomas Anderson
3 Febbraio 2014
L’attore che voleva essere un wrestler

Sognava una carriera da wrestler, Philip Seymour Hoffman. Ma un grave infortunio al liceo lo convinse a studiare recitazione, fino alla laurea nel 1989 alla Tisch School of the Arts di New York. Il padre manager della Xerox, la madre magistrato, Hoffman ha solamente nove anni quando i genitori divorziano. Due anni dopo la laurea, nel ’91, appare già in un episodio della serie tv Law & Order – I due volti della giustizia e debutta poi sul grande schermo in una produzione indipendente, Triple Bogey on a Par Five Hole. L’anno seguente ottiene un ruolo al fianco di Al Pacino in Scent of a Woman – Profumo di Donna, che gli darà molta visibilità. Dal 1996 inizia una fruttuosa collaborazione con il regista Paul Thomas Anderson con il film Sydney, al quale seguiranno poi Boogie Nights – L’altra Hollywood, Magnolia e Ubriaco d’amore, nonché il corto Mattress Man Commercial. Accanto al successo ottenuto in pellicole indipendenti (Happyness – Felicità, 1998), Il talento di Mr. Ripley (1999), Quasi Famosi (2000), Hoffman affianca Edward Norton in La 25ª ora di Spike Lee (2002) e lavora anche in grandi produzioni come Red Dragon nel 2002, Ritorno a Cold Mountain nel 2003, e nel 2006 Mission: Impossible III. Nel 2005 il suo talento viene premiato con l’Oscar per Truman Capote: A sangue freddo, film per cui ottiene anche il Golden Globe come migliore attore drammatico. Questo film ha fatto sì che diventasse uno dei sette attori che hanno ricevuto un premio agli Academy Award, ai B.A.F.T.A. Award, ai Critics’ Choice Award, ai Golden Globe Award e ai S.A.G. Award, per la stessa interpretazione. Recita accanto a Meryl Streep nel film Il dubbio (2008), per il quale riceve una nomination agli Oscar come miglior attore non protagonista. Nel 2011 è in due produzioni di successo: Le Idi di Marzo (2011) di George Clooney e Moneyball – L’arte di vincere, accanto a Brad Pitt. Per il film The Master (2012), di Paul Thomas Anderson, ottiene una nomination come miglior attore non protagonista agli Oscar 2013. Recentemente è entrato nel cast della saga Hunger Games, per gli episodi La ragazza di fuoco e Il canto della rivolta: diviso in due parti, la prima sarà nelle sale a novembre 2014. Hoffman, molto attivo anche in teatro, era membro e condirettore artistico della Labyrinth Theater Company ed ha ottenuto sia come attore che come regista molti riconoscimenti. Dalla sua compagna Mimi O’Donnell, costumista, conosciuta nel 1999 durante l’allestimento dello spettacolo teatrale “In Arabia We’d All Be Kings”, l’attore ha avuto il figlio Cooper Alexander (nel 2003) e le figlie Tallulah (nel 2006) e Willa (nel 2008).
Poi la morte improvvisa, il 2 febbraio 2014, a soli 46 anni, causata da un’overdose d’eroina: l’attore avrebbe dovuto completare le riprese di Hunger Games: il canto della rivolta – Parte 2 (previsto nelle sale a fine 2015), mentre aveva già scelto gli interpreti (Jake Gyllenhaal e Amy Adams) per il suo nuovo film da regista, Ezekiel Moss, opera seconda dopo Jack Goes Boating, diretto nel 2010. Proprio nei giorni scorsi, invece, Philip Seymour Hoffman è stato tra i protagonisti del Sundance Film Festival con due film: A Most Wanted Man di Anton Corbijn e God’s Pocket di John Slattery. Per il piccolo schermo, invece, l’attore era tra i protagonisti della nuova serie annunciata da Showtime qualche settimana fa, Happyish, il cui futuro, naturalmente, è oggi quanto mai incerto.

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