L’America di Meryl e Co.

La Streep nel nuovo film Altman in concorso a Berlino: "Un'opera sovversiva, sulla vera anima del Paese"
13 Febbraio 2006
L’America di Meryl e Co.

“Un’opera corale e politica per raccontare la vera anima dell’America”. Così il veterano Robert Altman parla del suo A Prairie Home Companion con Meryl Streep, Kevin Kline e Woody Harrelson, applaudito dalla stampa tra i film in concorso alla 56a Berlinale. Alle spalle l’omonimo show radiofonico americano, la commedia musicale dell’autore di Nashville si rifà al successo trentennale della trasmissione country, per metterne in scena peculiarità e protagonisti. “Mia moglie Katherine lo ascolta da quando la conosco – dice il regista – . E’ grazie a lei che ho deciso di farne un film”. La trasmissione deve secondo Altman il suo successo alla conduzione di Garrison Keillors, nel film anche in veste di attore e sceneggiatore: “La sua unicità è tutta nel fatto di averlo pensato e realizzato esclusivamente per la radio, senza farsi sedurre da altri modelli. Il risultato è un programma che rispecchia appieno l’anima dell’America, e di cui abbiamo cercato di riprodurre lo spirito”.
Il film, interpretato fra gli altri anche da John C.Reilly, Virginia Madsen e Lindsay Lohan, si svolge interamente all’interno del Fitzgerald Theater del Minnesota, da cui va in onda lo show. I proprietari della radio hanno deciso di vendere l’emittente e la trasmissione  è quindi destinata a chiudere. Fra canzonette country e confessioni private, sul palco e dietro le quinte si consuma l’addio a un’epoca e a tante amicizie. “Considero ammirevole il lavoro fatto quest’anno da Clooney con Good Night and Good Luck e Syriana – dice Altman -, ma anche questo è un film politico. Come qualsiasi altra opera d’arte non può che riflettere quello che accade dentro e fuori di noi. E’ una parte del mondo in cui viviamo, di quello che amiamo e che sentiamo di aver perso”. D’accordo con lui anche una frizzantissima Meryl Streep, sullo schermo una cantante country insieme a Lily Tomlin e alla giovanissima Lohan: “E’ un film sovversivo ma molto umano – spiega -. La sua particolarità sarà forse controproducente al box-office, ma sono sicura che grazie alla musica e al linguaggio che adotta, sarà in grado di comunicare il suo messaggio d’amore anche alle platee di tutto il mondo”.
La Streep si professa poi forte sostenitrice del programma di Keillors a cui si ispira il film: “Lo ascolto da tantissimo tempo – racconta -. E’ una trasmissione che ha accompagnato l’innocenza e la gioventù di tutta la mia generazione. Anche per questo mi è piaciuta molto l’idea di partecipare al film. Non soltanto lavorare con Altman è sempre stato un mio sogno, ma ho trovato anche geniale l’idea di raccontare l’America da questa particolarissima prospettiva”. Cantare sul set? L’attrice, che come gli altri attori ha interpretato di persona tutti i brani del film, si limita a scherzarci su: “Quando ho fatto il provino mi hanno richiesto solo di cantare, non di essere brava”. Da lei dice però di aver imparato molto la giovanissima Lindsay Lohan. Neanche vent’anni, l’eterna adolescente di Freaky Friday, Mean Girls e Herbie Il supermaggiolino, la ringrazia calorosamente: “Da lei ho appreso delle lezioni di cui farò tesoro nella mia carriera. Questo film è stato importante per sperimentare un ruolo diverso da quelli interpretati finora e il suo supporto è stato determinante”.Nel film un cantante country sboccacciato che duetta con John C.Reilly, Woody Harrelson si conferma inarrestabile anche con la stampa. Non perde una battuta e a proposito delle barzellette sconce che recita nel film, risponde senza pensarci: “Quante ne ho dovute imparare? Una sola. Tutte le altre le sapevo già”. Anche lui frizzante e spigliato, Altman si fà invece serio parlando dell’Oscar alla Carriera che riceverà tra poco meno di un mese: “Sono molto contento e orgoglioso di questo riconoscimento – dice il regista, che compirà 81 anni il prossimo 20 febbraio -. Meglio un riconoscimento complessivo al lavoro di una vita intera che a un singolo film. Anche se dovessi, non saprei proprio scegliere”. Una battuta, infine, sull’attitudine alla coralità che da sempre accompagna i suoi film: “Lavorare con tanti attori mi semplifica la vita. Così pensano anche loro e alleggeriscono il mio lavoro”. Il risultato è garantito, parola di Meryl Streep: “Proprio questa dimensione corale è uno degli aspetti che mi ha affascinato di più. Sul set ci siamo divertiti tutti tantissimo e nel film si vede”.

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