La guerra di Loach

"Racconto il passato per capire il presente" dice il regista di The Wind That Shakes the Barley
10 Maggio 2006
La guerra di Loach

“Episodi cruciali del passato possono aiutarci a capire meglio il presente, come la guerra in Iraq. Per questo motivo ho decido di girare un film in cui racconto la lotta di indipendenza irlandese”. Ken Loach parla in anteprima di The Wind That Shakes the Barley con il quale concorrerà per la Palma d’Oro al prossimo festival di Cannes (17-22 maggio). Il regista inglese è a Roma per la presentazione dell’iniziativa editoriale promossa dal quotidiano Liberazione, che dal 13 maggio distribuirà in dvd quattro dei suoi film. Coprodotto anche dall’Italia e sceneggiato dallo storico collaboratore di Loach, Paul Laverty, The Wind That Shakes the Barley è ambientato nel 1919 e racconta la storia di due fratelli che si uniscono ad un gruppo di combattenti in lotta per l’indipendenza dell’Irlanda dall’occupazione della Gran Bretagna. A interpretare i ruoli dei protagonisti sono Liam Cunningham e Cillian Murphy, già visto nel ruolo del cattivo in Batman e anche interprete dell’ancora inedito in Italia Breakfast on Pluto di Neil Jordan. Il titolo si riferisce a una ballata che inneggia alla resistenza e scritta all’epoca in cui gli irlandesi iniziarono la loro battaglia per cacciare gli inglesi. Realizzare The Wind That Shakes the Barley “è un sogno che inseguo da 20 anni – spiega il regista -. Quello è stato un momento centrale della nostra storia, come un flash che illumina i sentimenti e le azioni delle persone. C’era la paura dei borghesi di perdere il proprio stile di vita, dei colonialisti di perdere i propri interessi e dall’altra parte la voglia dei socialisti di cambiare la società”. Il fatto di tornare a Cannes “mi rende felice, ma l’importante è che il mio film sia amato non solo al festival ma in ogni parte del mondo. Un’iniziativa come quella di Liberazione è importante proprio perché è un modo per far vivere i film oltre il cinema”. Autore da sempre politicamente  impegnato nella denuncia delle ingiustizie sociali ed economiche legate soprattutto al mondo lavoro, grande detrattore di Margaret Thatcher (“è stata la prima a distruggere i sindacati, ad abbassare i salari e compromettere la tranquillità delle famiglie”), il regista ha attaccato duramente il premier britannico Tony Blair: “La bella notizia è che molto probabilmente presto ci libereremo di lui e questo è un buon motivo per festeggiare. Quella cattiva è che purtroppo a sostituirlo sarà un suo clone, il cancelliere Gordon Brown, grande fautore delle privatizzazioni nella sanità e dell’istruzione”. La visita del regista a Roma è anche un’occasione per parlare della sua grande passione per il calcio e dei prossimi mondiali. “Il mio pronostico per la finale? Inghilterra-Italia 3 a 0”.

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