La denuncia di Fiennes

L'attore in concorso con The Constant Gardener: "Un invito a riflettere sui drammi del Terzo Mondo"
9 Settembre 2005
La denuncia di Fiennes

“Con questo film vogliamo sollevare quesiti e interrogativi che denuncino la situazione nel Terzo Mondo”. Ralph Fiennes sostiene a spada tratta l’obiettivo di The Constant Gardener, tratto dall’omonimo best-seller di John Le Carrè Il giardiniere tenace, ed ultimo tra i film americani in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Accompagnato da Rachel Weisz e dal regista brasiliano Fernando Meirelles (City of God), l’attore è stato accolto da un caloroso applauso al suo ingresso in conferenza stampa. “Negli ultimi giorni moltissime persone ci hanno chiesto di parlare dei rapporti tra l’industria farmaceutica e le popolazioni africane – ha detto l’attore – ma noi non possiamo essere i portavoce di una situazione troppo grande e complessa”. “Dobbiamo fare qualcosa grazie al nostro lavoro –  ha aggiunto la Weisz -, ma la vera informazione spetta ad altri”. Nel film i due attori sono rispettivamente un diplomatico inglese e un’attivista politica, nonché marito e moglie. Quando lei viene ritrovata uccisa in Kenya assieme al suo collaboratore, lui inizia ad indagare sulle cause della morte e scopre che la moglie aveva denunciato in un rapporto le attività di una casa farmaceutica che sperimentava nuovi farmaci utilizzando gli abitanti delle bidonville come cavie umane. Nel film questa attività avviene con la complicità del governo britannico, scelta che non ha creato alcun tipo di imbarazzo o difficoltà al regista e agli sceneggiatori nel corso del film .
“I responsabili dell’Alto Commissariato inglese inizialmente ci hanno chiesto se, fra tutti i romanzi di Le Carrè, dovevamo scegliere proprio il peggiore – ha scherzato il regista – ma poi ci hanno aiutato a contattare le autorità kenyane ed ottenere i vari permessi”. Durante la conferenza molti giornalisti si sono complimentati con il regista per la colonna sonora composta da Alberto Iglesias, fidato collaboratore di Pedro Almodovar, e per la splendida fotografia del film. “E’ opera del mio collaboratore Cesar Charlone – ha detto Meirelles  – con il quale lavoro da oltre quindici anni. Le riprese in Kenya sono state effettuate con una troupe di sei persone, utilizzando poche attrezzature, per poter stare in mezzo alla gente e cogliere così lo spirito e la bellezza di quel luogo senza artifici”. The Constant Gardener non è solo un film di denuncia, ma anche “un thriller e un’appassionante storia d’amore – ha sostenuto la Weisz  -. Questi due elementi sono come due amanti, intrecciati l’uno con l’altro. E’ questa una delle ragioni per cui ho scelto di fare questo film”.

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