Italo, il beniamino di Scicli

Arriva sugli schermi l'opera prima di Alessia Scarso. Che racconta la storia del cane cittadino onorario del comune siciliano
14 Gennaio 2015
Italo, il beniamino di Scicli
Italo

“Una regista che fa un film su cani e bambini è pazza e quindi mi piace”, dice Barbara Tabita. Si apre così, con ironia, la presentazione di Italo, opera prima della regista Alessia Scarso, interpretata da Marco Bocci, Elena Radonicich e la già citata Tabita. Il film, prodotto da Roberta Trovato e distribuito dalla Notorious Pictures, uscirà giovedì 15 gennaio nelle sale italiane. Grazie alla collaborazione tra la casa di distribuzione e Alessia Scarso, la visione di Italo sarà disponibile con sottotitoli ed audio descrizione in qualsiasi cinema.
Oltre ad essere una commedia romantica, il film è una trasposizione cinematografica basata su fatti realmente accaduti a Scicli, città patrimonio dell’UNESCO dal 2002 in provincia di Ragusa dove, nel 2009, un branco di cani randagi attacca e uccide un bambino. In seguito all’accaduto tutti i cani furono portati via “e quando la psicosi da cani randagi cominciava a dilagare nella città – racconta Alessia Scarso – arrivò Italo che con quell’amore incondizionato e quella costanza tipica dei cani, conquistò tutto il paese a tal punto da essere riconosciuto come cittadino onorario”.
Indubbiamente, il cane Tomak nei panni di Italo è il personaggio principale della storia ma, dichiara la regista, “la location è un altra protagonista del film: il valore aggiunto di Scicli è la sua luce particolare e l’architettura barocca che contribuiscono all’elemento favolistico del film, già sottolineato dalla voce narrante fuori campo di Leo Gullotta”.
Quando viene chiesto agli attori cosa li avesse spinti ad accettare di far parte del film, Marco Bocci risponde: “Come rifiutare un film in cui il cane protagonista ha un addetto stampa personale?”. Elena Radonicich invece spiega: “Ho letto la sceneggiature e mi è piaciuta molto, sopratutto il ruolo da straniera perché anche io sono cresciuta in un piccolo paese di provincia, inoltre nella mia infanzia il rapporto con gli animali è stato importantissimo dunque questo mi è sembrato un esempio felice nel quale raccontare una commedia, dando importanza a temi come il randagismo”.
L’altra peculiarità di questo film è il cast e la troupe prevalentemente femminile, come fa notare Marco Bocci che, scherzando, dichiara: “Donne ovunque, io e Tomak ci siamo ritrovati a fare passeggiate romantiche da soli. È stato l’unico caso in cui ho trovato del cameratismo femminile”. Riguardo al casting la produttrice Roberta Trovato aggiunge: “E’ stato un ‘casting al contrario’, abbiamo favorito le mamme con i bambini. Le donne possono fare tanto, in questo caso sono state rispettate come mamme”.

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