Intrighi danesi

"Non si può ottenere sempre ciò che si vuole", dice Susanne Bier. Che presenta Dopo il matrimonio, con Mads Mikkelsen
13 Dicembre 2006
Intrighi danesi

“Non si può ottenere sempre ciò che si vuole”. E’ questa, nelle parole della regista danese Susanne Bier, la lezione di Dopo il matrimonio, presentato fuori concorso alla Festa di Roma e in uscita nelle sale italiane il 22 dicembre distribuito da Teodora Film. La filmaker danese, che ha appena finito di girare a Hollywood Things We Lost in the Fire, con Halle Berry e Benicio Del Toro, torna a collaborare per la terza volta con lo sceneggiatore Anders Thomas Jensen, apprezzato regista de Le mele di Adamo, dopo i convincenti Open Hearts del 2002 e Non desiderare la donna d’altri del 2004. Davanti alla macchina da presa le relazioni familiari e “pericolose” tra Jacob (il bravo Mads Mikkelsen, nemesi di 007 nel prossimo Casino Royale), un affascinante quarantenne volontario in India, e Jørgen (Rolf Lassgard), un uomo d’affari che gli offre una donazione di 4 milioni di dollari, a patto che torni in Danimarca per riceverli. All’arrivo in patria, Jacob scopre che la data per la stipula del contratto coincide con il matrimonio della figlia di Jørgen, a cui viene invitato. Durante la cerimonia, Jacob scopre che la moglie di Jørgen è la sua ex-compagna Helene: è frutto del caso o di una misteriosa macchinazione? “Perché questa storia? Di solito io e Jensen – dice la Bier – non partiamo dalla storia, ma dai personaggi, lui amava il personaggio di Jacob, io quello di Jørgen: da qui si è materializzato il film”. “Dopo il matrimonio – prosegue la regista danese – inquadra anche il rapporto tra Oriente e Occidente, tra India ed Europa, gli aiuti umanitari, l’ansia che pervade la nostra società, ma soprattutto che cosa succede quando uno (Jorgen) attua un piano di vita senza considerarne le conseguenze: ho voluto riflettere sulle aspettative mancate”. La Bier non considera Dopo il matrimonio, chiamato a rappresentare la Danimarca nella corsa agli Oscar, un melodramma: “Non ha una struttura meccanica né uno stile particolare, ma una profonda attenzione per i personaggi: tutto parte da lì”. La regista nega poi riferimenti letterari precisi: “Certo, mentre discutevamo del film con Jensen, abbiamo citato darmmaturghi scandinavi, quali Ibsen, ma è un paragone pretenzioso, non oso menzionare nessun autore”. Destinando a Save the Children i proventi della proiezione di Dopo il matrimonio nella giornata del 24 dicembre, Teodora Film ha deciso di sostenere ”Riscriviamo il Futuro”, la campagna globale promossa dall’organizzazione internazionale indipendente per la difesa e promozione dei diritti dell’infanzia.

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