Il ritorno di Kirikù

Michel Ocelot firma un'altra animazione con protagonista il bambino africano. Ma precisa: "Non è un sequel"
13 Dicembre 2005
Il ritorno di Kirikù
Kirikù e gli animali selvaggi

Torna il piccolissimo bambino di colore protagonista di Kirikù e la strega Karabà, il film di animazione francese che ottenne straordinario successo nel 1998. Torna il minuscolo eroe in Kirikù e gli animali selvaggi, che sarà nelle sale dal 21 prossimo, distribuito dalla Mikado Film, dopo essere stato evento speciale a Cannes 2005. A inventare una nuova sua avventura è stato ancora Michel Ocelot, questa volta affiancato nella direzione da Bènèdict Galup. Di Ocelot comunque sono la scenografia, la grafica, le canzoni che scandiscono la vicenda nei momenti di gioia collettiva nel villaggio dell’Africa Occidentale che ritroviamo alle prese con la sopravvivenza ostacolata dalla perfida Karabà. “Non è un ‘sequel’ del primo”, ha tenuto a dire il regista-autore in occasione dell’anteprima organizzata a Roma dinanzi ad una platea gremita di bambini entusiasti. Ocelot è stato indotto a riscrivere e realizzare un’altra storia di Kirikù dalle pressioni ricevute a seguito del successo e della popolarità conseguita dal personaggio. “Lo spunto iniziale erano alcune storie africane bellissime che cominciavano dalla nascita fortemente decisa dallo stesso protagonista. Il resto è idea mia”. Kirikù dunque non è cresciuto, è sempre il minuto bambino di colore, nudo, legato alla madre dolcissima ma così determinato nelle decisioni da creare scompiglio nella piccola comunità. Anche nel bene, quando la terribile strega sembra avere il sopravvento facendo fallire tutti i tentativi di affrancarsi dalla povertà, e Kirikù escogita audaci stratagemmi, imprendibile e instancabile. Vince, con grande scorno della nemica Karabà che pure schiera animali selvaggi e il suo esercito di “feticci”. Nella lotta fra bene e male risalta l’importanza dell’elemento acqua e il valore della famiglia con la celebrazione della donna. E il disegno animato rende efficacemente questi valori. Gioverà anche al successo della promozione umanitaria associata all’uscita del film: il progetto “Percorsi africani” deciso e curato, con il Comune di Roma, da Unicredit Foundation e Mikado Film. Oltre a devolvere parte degli incassi del secondo Kirikù a interventi in Africa per l’acqua e l’istruzione, questo ed altri tre film costituiranno un pacchetto volto a sensibilizzare studenti di vario grado ai problemi del continente nero, con il sussidio di “Quaderni di approfondimento”. Le altre pellicole sono Hotel Rwanda di Terry George, L’incubo di Darwin di Hubert Sauper e Delwende di S. Pierre Yameogo.

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