Fine pen(n)a mai

A Cannes c'est la vie, a Londra il fondamentalista non riluttante, a scuola (italiana) ma de che: indulti critici
7 Giugno 2013
Fine pen(n)a mai

Visioni forzate e indulti critici
Cannes 66, c’est La vie! STOP Usa vs. Francia, com’è finita? A guardare Inside (Llewyn Davis), il Grand Prix dei Coen), spunta il pareggio: regia d’Oltreoceano, produzione d’Oltralpe. Quel Salomone di Spielberg… STOP Croisette al bivio: sceicchi su Bugatti e Ferrari, beurs a ramazzare per strada. C’era una volta il panarabismo. STOP Cinema, che passione: “Heli, Heli, lama sabactàni?” STOP Il fondamentalista riluttante? A Londra devono averlo perso, ma hanno già visto il nuovo di Robert Rodriguez: Machete Kills. STOP Miele della Golino? La Giuria ecumenica certifica: è millefiori. STOP 76 anni e premiato, Bruce Dern: “Ho fatto tanti movies, ma Nebraska è un film”. Lost in translation? STOP La vie d’Adèle? Tutto si può dire, ma non che abbia peli sulla lingua. STOP Michael Kohlhaas: immaginazione al podere. STOP Borgman: supprimer le bourgeois. STOP Scuola francese: Marivaux. Scuola italiana: Ma de che. STOP Behind the Candelabra qualcuno ha visto un film?
Almost (in)famous: dalle stalle alle starlette
Le larghe (in)tese della critica? Giù la Coppola. #### Cannes, cinema: Kim Novak, la donna che visse due volte. Cannes, lifting: Nicole Kidman, la donna che visse tre volte. #### Croisette digitale: il dito è medio, Asia Argento all’indice. #### Costa Azzurra, E.T. ha trovato casa: citofonare Steven Spielberg. #### Solo Dio perdona, ma Nicolas Winding Refn porge l’altra guancia. #### Jim Jarmusch? Because the night belongs to (vampire) lovers. #### Sadomaso d’autore: Venere batte Marte, e Polanski se la ride.

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