Festroia indipendente

Cinema norvegese, indiano e documentari al festival di Setubal. E la colpevole assenza degli italiani
6 Giugno 2006
Festroia indipendente

Il Portogallo sventola bandiera indipendente. Quella del cinema internazionale fuori da logiche mainstream che a Setubal, vicino a Lisbona, trova un’importante vetrina: Festroia, festival internazionale di cinema, che celebra la ventiduesima edizione dal 2 all’11 giugno. In programma circa 180 titoli, un omaggio al cinema norvegese in occasione del centenario dell’indipendenza e una retrospettiva dedicata al padre del cinema indiano contemporaneo, Satyajit Ray. Trasversale alle diverse sezioni e’ la presenza di documentari quali The Children of Leningradsky di Hanna Polak e A. Celinski, nominato agli Oscar nella categoria short documentaries, Divide States of America di Saso Podgorsek, La Piel Vendida di Vincent Perez Herrero e The Stage di Peter Mostovoy. Accanto ad anteprimae per il pubblico portoghese, quali La vita segreta delle parole, Find Me Guilty e Winter Passing di Adam Rapp,  Festroia presenta sei titoli della recente produzione indipendente americana, rastrellati tra New York e la California passando per il Sundance. The War Within di Joseph Castel, già in lizza per gli Independent Spirits Awards e Satellite Awards, inquadra la crisi di coscienza di un terrorista pachistano che prepara un attentato a New York, mentre Flanell Pajamas di Jeff Lipsky, presentato al festival di Robert Redford, racconta la relazione tra Stuart e Nicole, dal primo all’ultimo giorno, così come Room di Kyle Henry, nominato agli Independent Spirit Awards e John Cassavetes Award, indaga le strane visioni da cui è assalita una donna. Il concorso ufficiale presenta 14 titoli, da Factotum di Bent Hamer a Dark Horse di Dagur Kari, acclamato regista di Noi Albinoi, e riserva alcune piacevolissime sorprese, quale la cronaca amorosa low-budget In Bed del 27enne cileno Matiaz Bize, il più giovane regista ad essersi aggiudicato la Spiga d’oro del festival di Valladolid. Un programma corposo e fresco, quello di Festroia, con una colpevole assenza, quella italiana. “Il vostro cinema – dice la direttrice del festival Fernanda Silva – e’ attualmente uno dei piu’ vivi e interessanti del panorama internazionale, ma per l’ennesimo anno non riesco a portare qui un titolo italiano”. Pigrizia o mancanza di respiro internazionale? In ogni caso, non pare problema da poco.

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