È morto Allen Daviau

Addio al direttore della fotografia, candidato a cinque Oscar e vincitore di un BAFTA. Ha illuminato E.T., L'impero del sole, Il colore viola
È morto Allen Daviau

In seguito a complicazioni dovute al Covid-19, è scomparso a Los Angeles il direttore della fotografia Allen Daviau. Aveva 77 anni.

Nato a New Orleans nel 1942, Daviau ha indiscutibilmente legato la sua carriera al nome di Steven Spielberg, autore con cui ha collaborato dal 1982 al 1987.

In questo periodo, il dop è stato candidato a quattro premi Oscar per E.T. l’extra-terrestre (suo esordio sul grande schermo come direttore della fotografia), Indiana Jones e il tempio maledetto, Il colore violaL’impero del sole. Per quest’ultimo film, ha vinto un Premio BAFTA. Nel 1992 ha ottenuto un’altra nomination dall’Academy per la fotografia di Bugsy di Barry Levinson, regista con cui aveva lavorato precedentemente anche in Avalon (1990).

 

Non molto prolifico ma determinante per la costruzione dell’immaginario del cinema americano, Daviau ha lavorato anche con John Schlesinger in Il gioco del falco (1985), William Dear nella produzione firmata Spielberg Bigfoot e i suoi amici (1987), Albert Brooks in Prossima fermata: Paradiso (1991), Peter Weir in Fearless (1993), Frank Marshall in Congo (1995). Il suo ultimo lavoro risale al 2004, quando curò la fotografia di Van Helsing di Stephen Sommers.

Ha ricevuto riconoscimenti alla carriera dall’Art Director Guild nel 1997 e dall’American Society of Cinematographers nel 2007.

 

Durante la sua carriera, Daviau ha girato moltissimi spot pubblicitari, documentari, e film didattici. Ha creato gli effetti speciali psichedelici per Il serpente di fuoco di Roger Corman (1967).

Poco prima della morte di Daviau, Spielberg ha inviato all’amico una lettera in cui esprimeva affetto e vicinanza, raccontando le origini della loro collaborazione. “Allen e io abbiamo iniziato le nostre carriere fianco a fianco”, si legge nel messaggio. “Era un artista meraviglioso, ma il suo calore e la sua umanità erano potenti come le sue lenti. Era un talento singolare e un bellissimo essere umano”.

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