De Palma, che passion!

Pessima accoglienza in sala stampa per il regista americano, che risponde piccato alle domande. Poi con orgoglio dice:"Posso vincere il Leone"
7 Settembre 2012
De Palma, che passion!

Accolto al suo ingresso in sala stampa da pochi distinti “buu”, Brian De Palma è parso fin da subito piccato. Alle prime domande il regista di Scarface quasi nemmeno risponde e, quando lo fa, si lascia andare persino ai versacci. A chi gli rimprovera di continuare a fare il cinema che faceva negli anni ’80, ad esempio replica così: “Buu, che schifo…”. A chi gli chiede conto degli omaggi a Hitchcock – da sempre suo riferimento – va anche peggio: “Hitch chi? Non capisco di chi stiamo parlando”.
Non è stato un giorno facile quello di De Palma al Lido. Sin dal mattino. Il suo Passion ha scatenato ilarità nella proiezione per la stampa, che nemmeno gli applausi (eppure ci sono stati) sono riusciti a mitigare. E dire che è la stessa Mostra che nel 2007 gli aveva regalato grandi soddisfazioni, con il Leone d’argento alla regia assegnatogli per Redacted. Ma così va il mondo, anche per i maestri.
Remake americano del francese Crime d’amour diretto da Alain Corneau nel 2010, Passion è interpretato da Rachel McAdams e Noomi Rapace (quest’ultima al fianco di De Palma in conferenmza stampa), rispettivamente nei ruoli di Christine e Isabelle, protagoniste di una lotta senza esclusione di colpi. Christine è la spietata manager di un’agenzia pubblicitaria, Isabelle è una sua sottoposta piena di talento. Uomini e carriera accenderanno la rivalità tra le due donne e forse qualcosa di più…
Chi si attendeva un film “hot”, con tanto di scena lesbo tra le due attrici, rimarrà deluso. Passion – girato a Berlino in 39 giorni, con finanziamenti franco-tedeschi: Hollywood ha voltato le spalle a De Palma da anni – sembra più interessato al cote mediatico, alla pericolosa proliferazione di immagini: “E’ il mio tema. Quando ho fatto Hi Mom alla fine degli anni ’60 mi interrogavo già sulla deriva da reality della tv. E per Redacted avevo fatto uno studio approfondito dei new media”. Passaggio obbligato dell’incontro-stampa è l’elogio al cast, a partire “da queste due meravigliose attrici che, fortuna mia, già si conoscevano (hanno lavorato insieme in Sherlock Holmes – Gioco di ombre, ndr). E anche Pino Donaggio, autore della colonna sonora e seduto accanto a De Palma, si prende la sua buona dose di complimenti: “La sua musica sa cogliere alla perfezione l’evoluzione psicologica della storia”. Non lo spaventa che Hollywood rimetta mano a uno dei suoi capolavori, Carrie: “Kimberly Peirce è un’ottima regista, vediamo cosa ne saprà fare”. Riconosce di non essere troppo attento alla moda (“Guardate come mi vesto”), ma si concede un ultimo scatto d’orgoglio: “Se i thriller possono vincere i Leoni d’oro, può vincere anche il mio”, risponde a un giornalista, che gli aveva chiesto però delle sue chances al Queer Lion (il premio ai film dalle tematiche omosex). Chiarito l’equivoco, De Palma sconsolato ha detto: “Lo vincerò di sicuro”. No, non è stata una grande giornata per il maestro.

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